Veneto Banca nella bufera, bond sotto pressione

Perquisita la sede da parte della Guarda di Finanza su segnalazione di Bankitalia. Il bilancio 2014 si è chiuso in rosso per 650 milioni di euro

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Perquisita la sede da parte della Guarda di Finanza su segnalazione di Bankitalia. Il bilancio 2014 si è chiuso in rosso per 650 milioni di euro

Anche Veneto Banca finisce nel mirino degli ispettori della Guardia di Finanza. Come accaduto una settimana fa per UBI Banca, la Procura di Roma  ha fatto scattare perquisizioni negli uffici della sede di Montebelluno su segnalazione degli ispettori di Bankitalia. Ipotesi di reato: ostacolo alla vigilanza. Secondo quanto si apprende, il rapporto stilato dagli ispettori di via Nazionale ha messo in evidenza come in Veneto Banca ci fosse una tendenza a concedere finanziamenti “in assenza dei criteri di garanzia generali”. Questo ha causato “una decurtazione del patrimonio di vigilanza della banca e il portafoglio prestiti risulta scaduto dal punto di vista della solidità”. Risultano, pertanto, “perdite maggiori di quelle indicate dalla banca”. Inoltre, viene messo in evidenza come, nonostante Bankitalia abbia dato indicazioni sul ricambio dei vertici dell’istituto, l’ex a.d Vincenzo Consoli (uno dei perquisiti) sia stato nominato d.g.   I bond Veneto Banca rendono meno del 4%   Veneto Banca non ha azioni quotate in borsa, tuttavia ripercussioni si sono fatte sentire sul mercato obbligazionario. Le obbligazioni Veneto Banca 6,95% 2025 (XS1183808606) sono scese di un punto, così come quelle che scadono nel 2019 con cedola del 4% (XS1069508494). Le scadenze più brevi non sembrano, invece, aver subito contrazioni dei prezzi e i rendimenti medi si mantengo al di sotto del 4% lordo. Secondo gli analisti, la notizia delle indagini in corso da parte della procura romana di per sé non ha avuto un particolare impatto sui corsi obbligazionari. Piuttosto qualche preoccupazione potrebbe sorgere da un’attenta analisi dei conti preliminari del gruppo bancario che non sono certo buoni. Il 2014 si è infatti chiuso con una perdita secca di 650 milioni di euro, più di quanto previsto dal consensus alla viglia. Si tratta del risultato negativo più importante nella storia dell’istituto bancario, il quale osserva tuttavia che senza le rettifiche chieste dalla Bce (363 milioni) e la svalutazione degli avviamenti (390 milioni) avrebbe registrato un risultato positivo superiore ai cento milioni di euro.   Veneto Banca chiude il 2014 con 650 milioni di perdite   [fumettoforumright]Più in dettaglio, la raccolta diretta è tornata a 24,6 miliardi, lo stesso valore del bilancio 2010, con una leggera crescita rispetto al 2013; il margine di intermediazione è pari a 519 milioni di euro, in flessione del 4% rispetto all’anno precedente ma dimezzato rispetto al bilancio 2010; in flessione anche il totale dell’attivo, a 36,5 miliardi (meno 2,2%). I vertici della banca sottolineano l’attenta politica di accantonamenti che ha condotto al risultato negativo: complessivamente le poste accantonate ammontano a 746,4 milioni di euro, di cui 539 riferibili agli stress test europei da poco superati. Ma l’operazione più importante è legata alla svalutazione prudenziale degli avviamenti, pari a 390 milioni di euro.

Ancora sui livelli minimi il Common equity Tier 1 ratio, che al 31 dicembre 2014 si attesta al 9,6%. Ma una nota conferma che l’indice di patrimonializzazione beneficerà di 70 punti base non appena si concluderanno le operazioni di dismissione di Banca Intermobiliare, Ipibi e la «dismissione di alcuni asset partecipativi» attualmente in portafoglio. Nessun dividendo sarà distribuito ai soci.

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