Veneto Banca e Bpvi: fra ristoro agli azionisti e aumento di capitale

Superata quota 60% delle adesioni. Veneto Banca e Bpvi verso la ricapitalizzazione con intervento pubblico

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Superata quota 60% delle adesioni. Veneto Banca e Bpvi verso la ricapitalizzazione con intervento pubblico

La scadenza decisiva per il futuro della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca è fissata inderogabilmente per mercoledì 22 marzo, termine ultimo per aderire alle offerte di transazione.

 

Nell’ultimo fine settimana le due reti commerciali hanno lavorato a ritmi serrati per avvicinarsi alla soglia minima di efficacia e quindi disinnescare in via definitiva la mina del contenzioso. Nel frattempo Fitch ha abbassato il rating di Popolare Vicenza di due noch.

Ai vertici delle due banche si respira un clima di cauto ottimismo perché, se nelle prime settimane l’offerta ha proceduto a rilento, negli ultimi giorni c’è stata una significativa accelerazione. Anche grazie alla moral suasion esercitata dal Tesoro, che ha ufficiosamente escluso piani alternativi alla proposta fatta da Atlante.

 

Offerta ristoro azionisti superiore al 60%

 

Alla fine della penultima settimana le adesioni erano intorno al 60%, venti punti percentuali sotto la soglia di efficacia dell’offerta. Anche dieci punti però potrebbero bastare, visto che le due banche si sono poste un margine di flessibilità per venire incontro ai propri azionisti. L’offerta è rivolta a circa 169 mila azionisti, oltre l’80% della platea complessiva. Si va dalle persone fisiche (compresi i dipendenti) alle ditte individuali, dalle società di persone agli enti non profit fino alle curatele fallimentari. I due presupposti fondamentali sono: essere stati in possesso di azioni Bpvi o Veneto Banca al 31 dicembre 2016 e non aver promosso giudizi civili nei confronti degli istituti. Chi risponda a queste caratteristiche può transare a 9 euro per Vicenza e al 15% del valore di acquisto dell’azione per Montebelluna purché rinunci a vertenze legali.

 

Aumento di capitale in arrivo per Veneto Banca e Bpvi

 

La conclusione con successo dell’offerta transattiva – osservano gli esperti – sbloccherà le procedure per la ricapitalizzazione delle due banche venete che hanno già formalizzato la richiesta di aiuti di stato. L’importo della ricapitalizzazione si aggira intorno ai 5 miliardi di euro per entrambe, a cui vanno sottratti 938 milioni già versati dal Fondo Atlante a gennaio e la probabile conversione di bond subordinati in azioni per 1,2 miliardi in caso di intervento pubblico, come per il caso Banca Mps.

Il fabbisogno di capitale potrebbe però venire coperto ancora dal Fondo Atlante, azionista al 99% delle due banche, mentre allo Stato resterebbe una partecipazione marginale.

 

Atlante pronto a intervenire ancora sulle popolari venete

 

“Ancora non è stata presa nessuna decisione. Noi siamo confidenti che Atlante farà le cose migliori per salvare il sistema bancario“. Lo ha affermato il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano, in merito all’intervento del fondo nelle due banche venete Bpvi e Veneto Banca. Nel dettaglio Atlante, che ha già investito quasi 3,5 miliardi nei due istituti, dovrà scegliere se investire sugli Npl tutti o quasi gli 1,75 miliardi che ha ancora in pancia nel secondo veicolo del fondo salva banche o se invece intervenire sul capitale delle due banche. “Atlante ha già investito nelle due banche“, ha aggiunto. “Gli è stato detto di investire e di certo non lo ha detto un usciere. Non è stata una scelta in autonomia. Atlante si è comportata al meglio e continuerà a farlo. Siamo confidenti che le decisioni che verrano prese saranno le migliori nell’interesse di Atlante e del sistema bancario“.Il primo passaggio è vedere cosa accadrà entro mercoledì. Se c’é un intervento pubblico i vecchi azionisti perdono tutto“, ha concluso.

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