Veneto Banca, i bond subordinati rendono il 10%

Veneto Banca: fallisce aumento di capitale, interviene il fondo Atlante e i prezzi dei bond calano. Occasione di acquisto?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Veneto Banca: fallisce aumento di capitale, interviene il fondo Atlante e i prezzi dei bond calano. Occasione di acquisto?

Tornano a salire i rendimenti dei bond Veneto Banca. In piena fase di collocamento sull’aumento di capitale, Veneto Banca ha visto i grandi soci fare dietrofront spalancando quindi le porte all’ingresso del fondo Atlante che sottoscriverà le nuove azioni per una cifra di poco inferiore al miliardo di euro. Entro la fine di giugno, quindi, la geografia economica e finanziaria del Nord Est cambierà. Un nuovo gruppo potrebbe sorpassare Intesa Sanpaolo come primo polo bancario dell’area, forte di un bacino di 2 milioni di clienti. Sarebbe questa la conseguenza del salvataggio di Veneto Banca da parte del fondo Atlante che a inizio maggio ha già assunto il controllo della Popolare di Vicenza. 

Bond Veneto banca rendono quasi il 10%

A risentirne sono le obbligazioni subordinate quotate sul mercato EuroTLX. Il bond high yield Veneto Banca emesso lo scorso autunno per 200 milioni di euro e che paga un coupon del 9,50% su base trimestrale (codice ISIN XS1327514045) è sceso a 90 per un rendimento che sfiora il 10%. In ribasso anche le altre obbligazioni di Veneto Banca che offrono i rendimenti più alti nel panorama dei bond subordinati bancari italiani. L’obbligazione Veneto Banca con scadenza 2021 e cedola indicizzata all’Euribor trimestrale con spread del 1,05% (codice ISIN IT0004241078) è anch’essa a quota 90 e rende il 9% a scadenza. Niente di preoccupante – secondo gli analisti – poiché si tratta di movimenti di prezzo che riflettono l’attuale situazione di incertezza della banca veneta, anche se a pochi giorni dalla chiusura dell’aumento di capitale da 1 miliardo l’esito appare quasi scontato, soprattutto dopo il dietrofront dei grandi soci che avevano incautamente ventilato un investimento da 600 milioni. Senza un flottante minimo Veneto Banca non potrà approdare in borsa e Atlante si troverà per la seconda volta al timone di una banca retail.

Veneto Banca sarà venduta?

Il copione insomma è già scritto, almeno fino al passaggio di proprietà ossia fino al momento in cui il veicolo gestito da Quaestio sottoscriverà l’intero inoptato. A quel punto la sgr di Alessandro Penati si troverà a un bivio decisivo: gestire o vendere? La cessione – scrive Milano Finanza – sarebbe la strategia più semplice, sia per la natura emergenziale dell’intervento che per la difficoltà di gestire un’operazione di turnaround per conto di una molteplicità alquanto eterogenea di stakeholder. Oltretutto, anche se le competenze di Quaestio in materia di asset management non sono in discussione, è chiaro che guidare due banche retail appena salvate dal baratro è impresa da far tremare le vene dei polsi. Ecco perché vendere subito sarebbe l’opzione più conveniente. O meglio, lo sarebbe se ci fossero potenziali compratori. Negli ultimi mesi i due dossier sono approdati su molto scrivanie, complice il lavoro degli advisor Mediobanca (per Bpvi) e Rothschild (Veneto Banca).

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Argomenti: Veneto Banca, Obbligazioni subordinate

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