Vendite sui titoli di stato del debito europeo

Il Btp decennale rende 1,76%, due punti base più di ieri, mentre lo spread col Bund si sta allargando a quota 123

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Btp decennale rende 1,76%, due punti base più di ieri, mentre lo spread col Bund si sta allargando a quota 123

Prevalgono le vendite sui titoli del debito sovrano europeo in tarda mattinata e si registrano consistenti rialzi dei rendimenti sulla piattaforma di MTS. Quello del BTP decennale italiano (del titolo in scadenza al 1° febbraio 2028 per l’esattezza) aumenta di 2 punti base e si porta all’1,76 per cento. Lo yield del corrispondente Bund tedesco segna un incremento di 3 punti base allo 0,53 per cento. Lo spread BTP/Bund si pone dunque a 123 punti base. Aumenta di 4 punti base anche il rendimento dell’Oat francese (0,76%) e di ben 12 punti base quello del Bono spagnolo (1,29%).  In early trading i titoli decennali Treasury degli Stati Uniti segna un calo dei prezzi di 5 32esimi e un rendimento in recupero al 2,824 per cento.

I mercati guardano con attenzione alle evoluzioni dei contrasti commerciali tra Washington e Beijing. Dopo l’ultima tornata di rapidi incrementi delle tariffe le due parti hanno deciso di inviare segnali di dialogo. Larry Kudlow, del Direttore del consiglio economico nazionale della Casa Bianca, ha affermato che vi sono ancora almeno due mesi prima che i nuovi dazi acquistino efficacia concreta e Cui Tiankai, ambasciatore cinese negli Stati Uniti ha ribadito che la Repubblica Popolare vede nel negoziato l’opzione privilegiata anche se ha sottolineato che “per ballare il tango servono due persone”. Trump stesso in un paio di tweet ha tenuto però il punto affermando che la guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina è già stata persa diversi anni fa con un deficit commerciale giunto a 500 miliardi di dollari l’anno e proprietà intellettuali rubate per 300 miliardi. “Quanto sei già sotto di 500 miliardi di dollari, non puoi perdere!”, ha affermato Trump.  La sensazione generale che nel frattempo montino le pressioni dei lobbisti statunitensi che veicolano le preoccupazioni della grande industria USA sugli effetti di una guerra commerciale in rapida escalation piano piano però si rafforza.

Nel frattempo di qua dall’Atlantico i mercati monitorano il complesso processo di formazione di un nuovo governo in Italia che ieri, nella prima tornata di consultazioni del Quirinale, ha confermato la permanenza di veti incrociati che rendono assai difficile il raggiungimento nel breve di un compromesso sostenibile tra le maggiori forze politiche uscite dall’ultima tornata elettorale. Stamane diversi dati macroeconomici hanno fornito indicazioni deludenti, a partire dagli ordinativi alle fabbriche tedesche di febbraio cresciuti in un mese dello 0,3% appena contro l’1,6% delle attese e un calo del 3,5% a gennaio rivisto però al rialzo dal -3,9% della prima lettura. Deludenti in generale i PMI servizi (con l’eccezione di quello francese), si segnala invece la crescita dell’1,6% a/a dei prezzi alla produzione di febbraio nell’Eurozona che però ha visto le vendite al dettaglio in crescita annuale di appena l’1,8% contro il 2,1% atteso a febbraio.

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Argomenti: Btp