Unicredit lancia un covered bond da un miliardo: le prime indicazioni

La banca di Piazza Cordusio ha emesso un prestito obbligazionario garantito ricevendo ordinativi da tutto il mondo. Fra i compratori, anche russi e giapponesi per un investimento a tasso fisso di cinque anni

di Mirco Galbusera, pubblicato il

unicredit prestito obbligazionarioUn covered bond da un miliardo per Unicredit. Secondo quanto riferito alla Reuters, l’istituto di Piazza Cordusio ha lanciato in mattinata un nuovo prestito obbligazionario della durata di 5 anni dopo aver sondato il terreno fra importanti investitori istituzionali e aver ricevuto ordinativi una volta e mezza superiori al rendimento offerto. Si tratta in particolare di un’emissione garantita da mutui residenziali italiani, con cedola a tasso fisso con uno spread di 85-88 punti base sul tasso del midswap corrispondente, con scadenza 31 gennaio 2019. L’operazione è stata guidata da Bayern LB, Credit Agricole CIB, Commerzbank, ING, Societe Generale e UniCredit e il rating  atteso dalle agenzie è A2, AA+ e A rispettivamente per Moody’s, S&P’s e Fitch. Per il prezzo finale bisognerà attendere ancora 24 ore, ma – a detta degli operatori – la cedola dovrebbe essere intorno al 4,50-4,75%.

 

Anche russi e giapponesi fra i compratori del covered bond Unicredit

UniCredit ha quindi approfittato del momento favorevole dei mercati per lanciare un’operazione di funding che è risultata particolarmente conveniente alla luce dei rendimenti offerti. L’assenza di aste di titoli di stato ha poi ulteriormente attirato l’appetito degli investitori qualificati che su Unicredit nutrono particolare interesse vista la particolare internazionalizzazione del gruppo bancario italiano. Molte richieste di sottoscrizione sono pervenute dal Giappone e dagli Usa dove le politiche monetarie distensive favoriscono la ricerca di occasioni fra le banche più solide dei paesi europei, fra cui l’Italia. Un grosso ordine – riferisce un delear vicino all’operazione di collocamento – sarebbe giunto dalla Russia che lo scorso anno ha investito pesantemente tramite il fondo d’investimento Pamplona Capita Management, salito fino al 5% del capitale della banca. Con un investimento di circa 700 milioni di euro, a oggi il fondo è infatti il secondo azionista di Unicredit, dietro agli arabi di Aabar.

 

I covered bond, cosa sono e come funzionano 

Con Covered bond (tradotto “obbligazioni garantite”) ci si riferisce ad un’obbligazione bancaria caratterizzata da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Questa tipologia di obbligazioni rappresenta nel nostro Paese una novità piuttosto recente, disciplinata per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130 introdotta dal decreto sulla competitività del maggio 2005. A differenza delle normali cartolarizzazioni i covered bond garantiscono la restituzione di capitale ed interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso del bond. Utilizzati in 22 paesi europei, in Germania i covered bond sono stati istituiti da oltre 100 anni, mentre in altri, come la Gran Bretagna e l’Olanda si è provveduto solo ultimamente alla preparazione di un testo normativo essendo, fino a tempi recenti, ogni emissione definita sulla base di veri e propri accordi contrattuali. Ai minori rischi tuttavia corrispondono rendimenti più bassi in quanto l’alea connessa all’investimento e più bassa, in altri termini gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e questo costituisce un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

 

Garanzie covered bond: cosa c’è da sapere

Infine un’ulteriore garanzia è rappresentata dalle Istruzioni della Banca d’Italia, la quale prevede che, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale: 1) il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni; 2) il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; 3) gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualità e l’attendibilità. Inoltre l’emittente dovrà nominare un “Asset Monitor”, un organo esterno e indipendente, avente il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

 

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Unciredit

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