Unicredit lancia nuovo covered bond a sette anni

La banca di Piazza Cordusio ha emesso un prestito obbligazionario da 1 miliardo di euro garantito da immobili ricevendo ordinativi da tutto il mondo. Il rendimento atteso è superiore al 2,6% fino al 2020

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La banca di Piazza Cordusio ha emesso un prestito obbligazionario da 1 miliardo di euro garantito da immobili ricevendo ordinativi da tutto il mondo. Il rendimento atteso è superiore al 2,6% fino al 2020

Prosegue l’emissione di covered bond da parte di Unicredit. Dopo il collocamento del bond da 1 miliardo con cedola  1,875% e scadenza 2019 e del collocamento di un successivo covered da 500 milioni tramite la controllata austriaca Unicredit Bank Austria, l’Istituto bancario di Piazza Cordusio torna sul mercato con una emissione da 1.000 milioni di euro di ammontare ‘benchmark’. Secondo quanto riferito alla Reuters, Unicredit ha lanciato in mattinata un nuovo prestito obbligazionario della durata di 7 anni dopo aver sondato il terreno fra importanti investitori istituzionali e aver ricevuto ordinativi quasi una volta e mezza superiori al rendimento offerto. Si tratta in particolare di un’emissione garantita da mutui residenziali italiani, con cedola a tasso fisso con uno spread di 100 punti base sul tasso del midswap corrispondente, con scadenza ottobre 2020. L’operazione è stata guidata da Imi, Deutsche Bank, JP Morgan, Lloyds, Santander e la stessa Unicredit e il rating atteso dalle agenzie è A2, AA+ e A rispettivamente per Moody’s, S&P’s e Fitch. Per il prezzo finale bisognerà attendere ancora qualche ore, ma – a detta degli operatori – il rendimento dovrebbe attestarsi intorno al 2,6%.

 

Fondi d’investimento e russi fra i compratori del covered bond Unicredit

 

A_Combo2_f60a4fdd-66f4-4234-abbd-aeccc0195b6a

UniCredit ha quindi approfittato del momento favorevole dei mercati per lanciare un’operazione di funding che è risultata particolarmente conveniente alla luce dei rendimenti offerti. L’assenza di aste di titoli di stato ha poi ulteriormente attirato l’appetito degli investitori qualificati che su Unicredit nutrono particolare interesse vista l’immagine internazionale del gruppo bancario italiano. Molte richieste di sottoscrizione (120 da tutto il mondo) che sono pervenute in particolare dal Regno Unito, dalla Germania, dal Giappone e dagli Usa dove le politiche monetarie distensive favoriscono in questo momento la ricerca di occasioni fra gli emittenti corporate bancari più solidi dei paesi europei, fra cui l’Italia. Particolare interesse – riferisce un delear vicino ai recenti collocamenti di Unciredit – giunge anche dalla Russia che lo scorso anno ha investito pesantemente in Unicredit tramite il fondo d’investimento Pamplona Capital Management, salito fino al 5% del capitale della banca. Con un investimento di circa 700 milioni di euro, a oggi il fondo è infatti il secondo azionista di Unicredit, dietro agli arabi di Aabar.

 

 I covered bond, cosa sono e come funzionano

 

Unicredit-Group-Hq

Con Covered bond (tradotto “obbligazioni garantite”) ci si riferisce ad un’obbligazione bancaria caratterizzata da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Questa tipologia di obbligazioni rappresenta nel nostro Paese una novità piuttosto recente, disciplinata per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130 introdotta dal decreto sulla competitività del maggio 2005. A differenza delle normali cartolarizzazioni i covered bond garantiscono la restituzione di capitale ed interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso del bond. Utilizzati in 22 paesi europei, in Germania i covered bond sono stati istituiti da oltre 100 anni, mentre in altri, come la Gran Bretagna e l’Olanda si è provveduto solo ultimamente alla preparazione di un testo normativo essendo, fino a tempi recenti, ogni emissione definita sulla base di veri e propri accordi contrattuali. Ai minori rischi tuttavia corrispondono rendimenti più bassi in quanto l’alea connessa all’investimento e più bassa, in altri termini gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e questo costituisce un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

 

Garanzie covered bond: cosa c’è da sapere 

Infine un’ulteriore garanzia è rappresentata dalle Istruzioni della Banca d’Italia, la quale prevede che, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale: 1) il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni; 2) il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; 3) gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. [fumettoforumright]Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualità e l’attendibilità. Inoltre l’emittente dovrà nominare un “Asset Monitor”, un organo esterno e indipendente, avente il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Unciredit, Obbligazioni societarie

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.