Unicredit, Intesa, UBI e BPM fanno il pieno coi bond alla viglilia degli stress test

Collocamenti lampo delle principali banche italiane per far cassa prima che inizi il periodo di vigilanza annunciato dalla Banca Centrale Europea sulle banche in difficoltà. Raccolti in fretta 4 miliardi presso investitori istituzionali

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocamenti lampo delle principali banche italiane per far cassa prima che inizi il periodo di vigilanza annunciato dalla Banca Centrale Europea sulle banche in difficoltà. Raccolti in fretta 4 miliardi presso investitori istituzionali

Non solo Unicredit, anche Banca UBI, Intesa San Paolo e banca Popolare di Milano si sono affrettate a battere cassa. Nel giro di 24 ore sono stati raccolti complessivamente quasi 4 miliardi di euro che corrispondono grosso modo al rifinanziamento di un titolo di stato italiano. I collocamenti non sono avvenuti casualmente o solo in coincidenza di particolari condizioni favorevoli del mercato, ma anche a seguito della decisione della BCE di avviare valutazioni sullo stato di salute delle banche dell’Eurozona. In tutto sono 130 gli istituti che prossimo mese di novembre finiranno nell’occhio vigile del presidente Mario Draghi e, fra questi, bel 15 sono italiani. Unicredit, Intesa San Paolo, UBI banca e Banca Popolare di Milano sono inclusi nella lista. La BCE sarà chiamata alla valutazione del rischio, alla verifica della qualità degli asset e agli stress test. “Si tratta di è un passo importante per l’europa – ha detto Draghi e per il futuro dell’economia dell’eurozona, la trasparenza è l’obiettivo primario. Ci aspettiamo che questa valutazione rafforzi la fiducia del settore privato nella solidità delle banche eurozona e nella qualità dei loro bilanci”. Ovvio quindi che prima di cominciare le maggiori banche italiane abbiano fatto incetta di fondi freschi per rimpinguare le casse e per non giungere a fine anno con un livello di sofferenze troppo elevato.

 

Unicredit, Intesa, UBI, BPM, tutte le nuove emissioni in dettaglio

 

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Tutte le nuove emissioni obbligazionarie non sono garantite, addirittura quella di Unciredit è subordinata di tipo Lower Tier II, ma hanno accolto il favore degli investitori istituzionali. Piazza Cordusio ha raccolto 1 miliardo di euro tondi con un prestito a 12 anni che offrirà ai sottoscrittori una cedola annua del 5,75% fino al 2025 (Isin XS0986063864). Il successo del collocamento è stato bissato dall’altro grande gruppo bancario italiano, Intesa San Paolo che ha lanciato sul mercato un bond senior a 10 anni (Isin XS0986194883) con cedola fissa al 4% fino al 2023. Si tratta della prima emissione benchmark senior non garantita a 10 anni da parte di una banca dell’area euro periferica dal marzo 2010. La cedola del 4% è pagabile in via posticipata il 30 ottobre di ogni anno. Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,161%. Tenuto conto del prezzo di riofferta, il rendimento a scadenza è 4,104% annuo. Lo spread totale per l ‘investitore è pari al tasso mid swap + 203 punti base. Il rendimento del titolo è sostanzialmente in linea con il rendimento del benchmark BTP marzo 2024. La data di regolamento sarà il 30 ottobre 2013. Anche il terzo gruppo bancario, banca UBI, si è accodata alle due big lanciando ieri un’emissione obbligazionaria benchmark a 3,5 anni a tasso fisso per € 750 milioni (Isin XS0986090164), a valere sul Programma EMTN del Gruppo. In meno di tre ore sono stati ricevuti ordini da circa 185 investitori, per un totale di oltre € 2 miliardi. Il bond, è stato sottoscritto per il 66% da investitori istituzionali esteri e per il 34% da investitori italiani. L’operazione è stata prezzata ad un livello pari al tasso mid-swap + 195 punti base, con una cedola del 2,75% pagabile in via posticipata il 28 aprile di ogni anno. Il prezzo di offerta è stato fissato in 99,727%. La data di regolamento sarà il 28 ottobre 2013. Infine, la Banca Popolare di Milano ha annunciato la riapertura del “Bond Senior Unsecured Bpm 4% gennaio 2016” (Isin XS0878091882), collocato presso investitori qualificati lo scorso 16 gennaio per 750 milioni di euro. L´importo della riapertura è stato pari a 150 milioni a un prezzo di 101.347 euro, con un rendimento del 3,358% (Mid Swap +278bps, +360 a gennaio).

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Intesa Sanpaolo, UBI Banca, Unciredit, Obbligazioni subordinate

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