Una scommessa in dollari, le obbligazioni Wal Mart

Il colosso americano della grande distribuzione ha collocato bond a varie scadenze per 5 miliardi di dollari. Una valida alternativa per investire in tutta tranquillità lontano dai problemi dell’area euro

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Il colosso americano della grande distribuzione ha collocato bond a varie scadenze per 5 miliardi di dollari. Una valida alternativa per investire in tutta tranquillità lontano dai problemi dell’area euro

Nei portafogli degli italiani ci sono sempre più dollari. L’austerità europea sta mettendo a dura prova la pazienza di risparmiatori e investitori nella moneta unica, cosa che si può ben notare nella fuga di capitali in altre valute e verso le obbligazioni di paesi con il massimo di affidabilità (AAA), meglio se denominati in dollari. Non è quindi un caso che sulle disgrazie altrui, qualcuno goda. Wall Street è ai massimi (eppure la crisi c’è anche negli Usa) e il dollaro rimane sempre la valuta principe di grandi fondi d’investimento e professionisti del risparmio, al punto che i rendimenti negli Stati Uniti sono ormai negativi già da un bel pezzo. E non solo sui titoli di stato emessi dal Tesoro, che rappresentano pur sempre un debito non meno sostenibile di quello dei paesi europei, ma anche sul settore corporate e, in particolare quello della grande distribuzione, fedele indicatore del livello dei consumi (che calano) anche negli Stati Uniti.

 

Obbligazioni estere: jumbo bond da 5 miliardi di dollari in varie scadenze per Wal Mart Stores

 

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E il caso di Wal Mart, il noto colosso della grande distribuzione americana che ha da poco collocato sul mercato dei capitali 5 miliardi di dollari di obbligazioni strappando le migliori condizioni del mercato. Tassi al lumicino e rendimenti negativi ovviamente, ma proprio perché la domanda di sicurezza ha ormai raggiunto livelli di follia finanziaria – commenta Joseph Pentimone di Bofa Merrill Lynch – dove l’imperativo sembra essere diventato quello di prestare soldi anche a costo di rimetterci qualcosa piuttosto che rischiare di perdere di più. E i casi di fallimento non sono calati molto negli Usa rispetto a tre anni fa, segno evidente che il sistema finanziario Usa, non è poi così sicuro come si voglia far credere.

Ma tant’è, altrove si sta peggio ed ecco quindi scatenarsi la ricerca di porti sicuri anche a costo di pagarli troppo cari. Grazie all’ottimo rating (AA di S&P e Aa2 di Moody’s) e ai suoi numeri da primato (469 miliardi di dollari di fatturato nel 2012), Wal Mart ha completato in poche ore il programma di emissioni necessario per far fronte ai debiti in scadenza entro ottobre. Il bond più corto, quello a tre anni da 1 miliardo di dollari (US931142DE06)è stato venduto con un rendimento di poco superiore a quello del Treasury Usa di pari durata offrendo agli investitori una cedola su base semestrale dello 0,60%. Per trovare un rendimento un po’ più generoso, ma non certo privo di rischi, bisogna andare sulla scadenza a 30 anni con il bond Wal Mart per 1 miliardo di dollari e una cedola del 4%. Per una panoramica completa delle emissioni, è possibile consultare il database qui: 

 

Wal Mart dispone di 12,7 miliardi di liquidità e più di 4.000 negozi

 

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Dal punto di vista dell’emittente, si tratta di un grande successo – osserva Pentimone – anche perché il colosso Usa è riuscito a rifinanziare il debito a un costo inferiore del 50% rispetto a quello in scadenza, ma non bisogna dimenticare che Wal Mart è alle prese con un periodo di debolezza dovuta al calo dei consumi interni, finora compensati con forti politiche di contenimento dei costi del personale al limite dello sfruttamento e grazie all’apertura di nuovi stores (più di 4.000 a oggi) con estensione dell’orario di apertura. Lo stesso Ceo Bill Simon ha indicato di attendersi per l’anno in corso un a crescita molto modesta delle vendite ritenendo che il mercato sia giunto a un livello di saturazione. Ma a fronte di queste debolezze, il gruppo di Bentonville può contare su alcuni punti di forza come l’enorme liquidità pari a 12,7 miliardi di dollari alla fine del 2012 e a un margine operativo prossimo al 6%, superiore a quello di ogni concorrente americano.

Numeri che si riflettono benissimo nell’andamento del titolo azionario quotato al Nyse e che è sui massimi storici a 77 dollari. Questo non significa che Wal Mart industrialmente sia messa meglio di tante altre catene di distribuzione Usa, ma semplicemente che in questo momento il desiderio di sicurezza da parte degli investitori è rappresentato dal mercato americano e per un investitore d’oltreoceano, le obbligazioni Wal Mart sono viste solo come area rifugio lontana dalla moneta unica in difficoltà.

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