UK: rialzo tassi rimandato, BoE vuole idee chiare su primo trimestre

Rialzo dei tassi in Inghilterra rimandato. La Bank of England preferisce attendere altri dati macoreconomici. Il commento degli analisti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rialzo dei tassi in Inghilterra rimandato. La Bank of England preferisce attendere altri dati macoreconomici. Il commento degli analisti

Il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha scelto di lasciare invariato il programma di allentamento quantitativo a 435 mld gbp e gli acquisti di corporate bond fino a 10 mld gbp. La BoE ha inoltre deciso di mantenere il bank rate allo 0,5%. Le decisioni sul QE sono state prese all’unanimitá, mentre quella sui tassi di interesse con 7 voti favorevoli e due contrari. Ian McCafferty e Michael Saunders avrebbero infatti preferito un aumento del costo del denaro.

La BoE comunque si aspetta ancora che il cammino di normalizzazione della politica monetaria proseguirá, nonostante il rallentamento dei dati macro del primo trimestre, che comunque dovrebbe essere temporaneo e inferiore alle prime stime a detta dello stesso Istituto. “Se l’economia si sviluppasse ampiamente in linea con le proiezioni, un continuo inasprimento della politica monetaria sarebbe appropriato“, ha ribadito la Banca centrale. La BoE ha tagliato la stima di crescita del Pil del 2018 dall’1,8% all’1,4% dopo un primo trimestre debole, ma ha confermato le previsioni di espansione del prodotto interno lordo per il secondo trimestre e per i prossimi anni.

Resta però incertezza sul rallentamento dei dati nei primi tre mesi dell’anno ed è per questo che l’Istituto ha preferito restare fermo. Se le prossime letture però dovessero essere solide, confermando che la fase di debolezza è stata solo tenporanea, la Banca potrebbe aumentare il costo del denaro ad agosto, quando verranno pubblicate le nuove stime su crescita e inflazione. La BoE ha comunque ribadito che qualsiasi prossimo rialzo dei tassi di interesse sará “graduale e limitato”. Probabilmente ci sará un aumento all’anno nel prossimo triennio, inasprimento sufficiente a riportare l’inflazione al target del 2% dal 2,5% di marzo entro l’inizio del 2020.

La comunicazione della BoE in occasione del meeting di oggi “rivela lo spostamento verso una posizione piú equilibrata, almeno nel breve termine“, suggeriscono gli economisti di Barclays, Fabrice Montagne e Sreekala Kochugovindan. Secondo gli esperti, questo cambiamento si riflette nella retorica del Monetary Policy Committee, ora piú bilanciata, e significa che il comitato sta continuando a discutere sul ritmo del rialzo tassi, ma senza fissare date specifiche. D’ora in avanti, le prospettive saranno “legate strettamente ai dati macroeconomici e la BoE rimarrá in attesa finchè i numeri continueranno a smentire le attese di una ripresa“, concludono da Barclays.

Sembra che il rialzo tassi della BoE previsto per il 2018 “sia stato rimandato, non cancellato“, dice Brian Coulton, capo economista di Fitch Ratings. Il Monetary Policy Committee è stato “abbastanza scettico” sulla debolezza della crescita nel primo trimestre e si mantiene della sua idea che resti poca “capacitá inutilizzata nell’economia britannica“. Tuttavia, il comparto che “dá piú da pensare e li ha spinti ad una pausa è quello dei consumi privati, che potrebbero essere un segnale di maggiori rischi al ribasso sulla crescita“, segnala l’economista. La diminuzione nei risparmi delle famiglie britanniche nel corso degli ultimi anni, “arrivati fino ad un passaggio in deficit senza precedenti nel 2017, è un rischio per la spesa dei consumatori in un ambiente in cui la disponibilitá di credito diminuisce“, ha concluso Coultion.

La finestra di opportunitá a disposizione della Bank of England per alzare i tassi “potrebbe essersi chiusa“, commenta infine Silvia Dall’Angelo, economista senior di Hermes Investment Management. Ora “la BoE deve affrontare almeno tre sfide. Sul fronte domestico i sondaggi sull’attivitá economica suggeriscono come, dopo la debolezza di marzo, dovuta al clima, il rimbalzo potrebbe essere fiacco“, mette in guardia l’esperta, secondo cui “questo potrebbe suggerire che è in corso un rallentamento fondamentale, in particolare sui consumatori“. A livello globale i rischi di un conflitto commerciale potrebbero creare difficoltá. L’elemento piú importante però resta la Brexit: “le trattative sull’uscita dall’Unione restano ancora la maggior fonte di incertezza, per l’outlook economico e i rischi collegati non sono scomparsi”, conclude Dall’Angelo.

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Argomenti: Macroeconomia

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