Ucraina, fra scontri e crisi i bond tornano a scendere

In caso di adesione agli accordi UE, la Russia potrebbe ritirare il proprio sostegno finanziario al paese. Schizzano i rendimenti dei bond e i grossi investitori comprano

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In caso di adesione agli accordi UE, la Russia potrebbe ritirare il proprio sostegno finanziario al paese. Schizzano i rendimenti dei bond e i grossi investitori comprano

Precipita nuovamente la situazione in Ucraina. La resa dei conti fra le forze di opposizione e il presidente Viktor Yanukovich sembra vicina e nuove elezioni sono alle porte. Nonostante i divieti alle manifestazioni di piazza imposti dal governo, gli scontri con le forze dell’ordine proseguono incessanti e la televisione mostra i primi bagni di sangue con almeno 15 morti e una cinquantina di feriti nell’ultima settimana.

Le tensioni si sono acuite dopo che  il capo di Stato ha cancellato il processo di adesione del Paese all’Unione europea in favore di un accordo con la Russia, ma i negoziati con Bruxelles non sono affatto tramontati. Cosa che sta mandando su tutte le furie la Russia che solo un mese fa aveva firmato un accordo con Kiev per la concessione di 15 miliardi di dollari a sostegno delle finanze statali allo stremo e prezzi per la fornitura del gas più favorevoli in cambio dell’adesione dell’Ucraina alla nascente Unione Doganale con Biellorussia e Kazakistan. In questo modo, come in precedenti situazioni in passato, le tensioni sarebbero dovute rientrare, ma qualcosa è andato storto. Se a Kiev la tregua regge, per la prima volta si registrano manifestazioni importanti anche in altre città se presto non verranno convocate elezioni anticipate.

 

Ucraina verso le elezioni anticipate col rischio svalutazione

 

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Andare al voto adesso – dicono gli osservatori internazionali – significherebbe consegnare il governo all’opposizione, il che manderebbe all’aria i piani russi che vorrebbero l’Ucraina contrapposta alla Ue. Sul piano strettamente finanziario, il rischio sarebbe dato dal fatto che la Russia potrebbe non sostenere più il Tesoro di Kiev, prospettandosi, non solo il default del debito dell’Ucraina, ma anche la guerra civile. Come riferisce l’agenzia Interfax, “la Russia non intende intervenire negli affari interni di un altro stato, ma si è detta dispiaciuta e sdegnata per l’attivismo dei paesi occidentali e qualora fossero compromesse le relazioni commerciali fra Kiev e Mosca, la Russia non mancherà di rivedere i recenti accordi firmati dal governo”.

Tradotto, verrebbe ritirato il supporto finanziario russo di cui l’Ucraina ha necessariamente bisogno per onorare il pagamento degli interessi sul debito e per rifinanziarsi sul mercato dei capitali. Una situazione un po’ difficile da immaginare, anche perché la Russia, in realtà, prestando soldi all’Ucraina va in soccorso dei propri crediti, visto che le banche più esposte con Kiev sono principalmente la Sberbank, la Gazprom Bank e le banche moscovite. Certo, lo scenario peggiore (default) vedrebbe comunque l’Ucraina costretta a svalutare pesantemente la propria moneta (la grivnia) e chiedere soccorso ai finanziatori internazionali, FMI, Ue e Russia. Quindi si tornerebbe comunque al punto di adesso.

 

I rendimenti dei titoli di stato tornano al 10%

 

Ucraina

Sul fronte obbligazionario, l’acuirsi delle tensioni di piazza ha fatto scendere nuovamente i prezzi dei titoli di stato. L’obbligazione in euro 4,95% 2015 (Isin XS0232329879), quella più prossima a maturazione insieme a un bond da 1 miliardo di dollari con scadenza giugno 2014, è precipitata del 5%. Dopo aver sfiorato la parità, sull’entusiasmo dell’accordo raggiunto per il sostegno del debito, è tornata a prezzare intorno a 95 per un rendimento lordo a scadenza vicino all’8%. E’ invece tornato sopra il 10% di rendimento il bond Ucraina 9,25% 2017 (Isin XS0808758196) da 2,6 miliardi di dollari, ripiombato sotto la pari dopo aver toccato quota 105. Secondo gli analisti, in assenza valido supporto finanziario, l’Ucraina andrebbe in default già questo anno. L’8 novembre scorso Fitch aveva declassato il rating dell’Ucraina al livello «B-», con outlook negativo, mentre Moody’s aveva abbassato il rating dell’Ucraina a settembre, portandolo a «Caa1», sempre con outlook negativo. Tuttavia, la probabilità di fallimento di Kiev, tuttavia, è stimata al 10% con i CDS (credit defaul swap) che sono a 805 punti, un terzo inferiori a quelli del Venezuela. [fumettoforumright]Investitori e traders non credono, infatti, in un default del paese, considerato strategicamente troppo importante nel quadro geopolitico europeo. Tant’è lo scorso anno – secondo il Financial Times – che il fondo statunitense Franklin Templeton Investments ha acquistato circa il 20 % del debito pubblico dell’Ucraina per oltre 5 miliardi di dollari.

Una mossa azzardata o qualcuno sa già come andranno a finire le cose?

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