Uber emette un bond da 900 milioni e si butta sul cibo da asporto

Emissione obbligazionaria incrementata dai 750 milioni inizialmente previsti a 900 milioni di dollari. Successo per Uber, che ha appena collocato nuovo debito a 5 anni sul mercato.

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Emissione obbligazionaria incrementata dai 750 milioni inizialmente previsti a 900 milioni di dollari. Successo per Uber, che ha appena collocato nuovo debito a 5 anni sul mercato.

Uber Technologies ha emesso ieri obbligazioni in dollari a 5 anni per un controvalore di 900 milioni, più dei 750 inizialmente fissati, grazie alla solida domanda registrata in fase di collocamento. Il bond offre un rendimento del 7,5%, che si mostra sostanzialmente in linea con quelli esitati dai titoli della società già negoziabili sul secondario. Parliamo di un’emissione “junk”, dato che le agenzie di rating valutano molto a rischio il debito di Uber. Moody’s lo classifica “B3”, Fitch “CCC”, rispettivamente 6 e 7 gradini sotto l’ultimo livello di “investment grade”.

Le obbligazioni appena emesse sono “unsecured”, cioè non garantite, e prevedono che la call non possa essere esercitata prima dei due anni, cioè non possono essere riacquistate da Uber per i prossimi 24 mesi. Dell’accordo si sono occupati Bank of America, Barclays, Citigroup, Goldman Sachs, HSBC e Morgan Stanley.

Con questa emissione, il cuscinetto di liquidità della società salirebbe a 8,25 miliardi. Il suo business ha subito il contraccolpo dell’emergenza Coronavirus, con i numerosi “lockdown” ad avere notevolmente ridotto la mobilità, che è l’oggetto dei servizi offerti da Uber. Il problema principale e per il quale il rating resta notevolmente basso consiste nell’incapacità ad oggi della società di fare profitti, a seguito degli enormi investimenti, specie di natura tecnologica, effettuati negli ultimi anni. Nel solo 2019, ad esempio, ha chiuso con una maxi-perdita da 8,5 miliardi.

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Niente utili, integrazione con Grubhub?

Uber prevedeva di registrare un utile alla fine di quest’anno, ma con ogni probabilità la crisi in corso ritarderà questo momento fatidico per la stessa credibilità del colosso sui mercati finanziari.

Uber Eats, il servizio che si occupa delle consegne di cibo, verrà eliminato sui mercati in cui va male, mentre si è appreso che la società sarebbe in trattative con Grubhub per rilevarla. La notizia non è ufficiale, ma se confermata segnerebbe l’integrazione tra due business di fatto capaci di creare soluzioni per il mercato profittevoli, trattandosi di una società che si occupa di consegne a domicilio di cibo.

Tuttavia, gli obbligazionisti titolari dell’unico bond emesso sinora da Grubhub non l’hanno presa bene e ieri il titolo con scadenza 1 luglio 2027 e cedola 5,50% (ISIN: USU0393NAA91) ripiegava in area 96,80 centesimi, offrendo un rendimento superiore al 6%. La ragione del ripiegamento sarebbe legata a una clausola da esercitare nel caso di cambio di controllo della società, di cui gli obbligazionisti non potrebbero avvalersi, in quanto Uber risulta una società quotata non controllata da alcun azionista per il 50% più un voto. Il bond ha rating “B1” per Moody’s e “BB-” per S&P.

Dicevamo, il 7,50% offerto dal nuovo bond di Uber risulta in linea con l’andamento dei suoi titoli sul secondario. Ad esempio, la scadenza 15 settembre 2027 e cedola 7,50% (ISIN: USU9029YAC40) stamane si aggirava a un rendimento del 7,70% alla Borsa di Berlino, mentre all’EuroTlx offriva il 6,8%, prezzando a 103, nettamente sopra la pari. Gli altri due bond risultano entrambi con rendimenti sopra il 7%, pur essendo di durata più corta (3 e 6 anni). Il rischio di questi titoli per un investitore dell’Eurozona è duplice: di cambio, essendo denominati in dollari; di credito, essendo l’emittente ancora poco solido, non riuscendo a maturare utili. E tra gli analisti serpeggia il timore che forse si stia facendo un po’ tardi per essere profittevoli.

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