Tutto esaurito per il covered bond austriaco di Unicredit

La banca di Piazza Cordusio ha emesso, tramite la controllata Unicredit Bank Austria, un prestito obbligazionario garantito da 500 milioni ricevendo ordinativi tre volte superiori l’offerta

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La banca di Piazza Cordusio ha emesso, tramite la controllata Unicredit Bank Austria, un prestito obbligazionario garantito da 500 milioni ricevendo ordinativi tre volte superiori l’offerta

Un altro covered bond per Unicredit. Dopo quello lanciato los corso mese di giugno, il gruppo bancario italiano ha lanciato, attraverso la controllata Unicredit Bank Austria un prestito da 500 milioni di euro della durata di 5 anni dopo aver sondato il terreno fra importanti investitori istituzionali e aver ricevuto ordinativi una volta e mezza superiori al quantitativo offerto. Si tratta in particolare di un’emissione garantita da mutui residenziali austriaci del tipo Mortgage Pfandbrief (Hypothekenpfandbrief). Il titolo (Isin AT000B049390), che ha rating Aa1 per Moody’s a A- per S&P, è stato prezzato a 99,39, con cedola fissa all’1,25% che verrà staccata annualmente il 30 Luglio. Il rendimento dell’obbligazione è stato fissato a 26 punti base sopra il tasso midswap, dopo una prima indicazione area 30 punti base, poi rivista in area 28. Le banche incaricate di gestire l’operazione sono state Bnp Paribas, Hsbc, Ing, Nord/Lb e Unicredit.  Il successo dell’operazione – spiega un trader – è stato determinato anche dal fatto che il gruppo Unicredit è stato uno dei pochi a non subire il declassamento di rating da parte dell’agenzia internazionale S&P che già aveva abbassato la scure sull’Italia e numerose altre banche del paese. Anche se l’emittente è una banca di diritto austriaco, non si può nascondere il fatto che le banche italiane stanno operando in un contesto con alti rischi, esposte a una recessione più profonda di quanto previsto.

 

Tanti stranieri fra i compratori del covered bond Unicredit Bank Austria a 5 anni

 

13.02.22-Bank-Austria

Unicredit ha abilmente approfittato del momento favorevole dei mercati per lanciare un’operazione di funding che è risultata particolarmente conveniente alla luce dei rendimenti offerti.

L’assenza di aste di titoli di stato ha poi ulteriormente attirato l’appetito degli investitori qualificati che su Unicredit nutrono particolare interesse vista la particolare internazionalizzazione del gruppo bancario italiano. Molte richieste di sottoscrizione sono pervenute dal Giappone e dai Paesi Arabi dove le politiche monetarie distensive favoriscono la ricerca di occasioni fra le banche più solide dei paesi europei, fra cui c’è il gruppo Unicredit. Un grosso ordine – riferisce un operatore– sarebbe giunto anche dalla Russia che lo scorso anno ha investito pesantemente tramite il fondo d’investimento Pamplona Capital Management, salito fino al 5% del capitale della banca. Con un investimento di circa 700 milioni di euro, a oggi il fondo è infatti il secondo azionista di Unicredit, dietro agli arabi di Aabar.

 

I covered bond, cosa sono e come funzionano

 

austria

Con Covered bond (tradotto “obbligazioni garantite”) ci si riferisce ad un’obbligazione bancaria caratterizzata da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Questa tipologia di obbligazioni rappresenta nel nostro Paese una novità piuttosto recente, disciplinata per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130 introdotta dal decreto sulla competitività del maggio 2005. A differenza delle normali cartolarizzazioni i covered bond garantiscono la restituzione di capitale ed interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso del bond. Utilizzati in 22 paesi europei, in Germania i covered bond sono stati istituiti da oltre 100 anni, mentre in altri, come la Gran Bretagna e l’Olanda si è provveduto solo ultimamente alla preparazione di un testo normativo essendo, fino a tempi recenti, ogni emissione definita sulla base di veri e propri accordi contrattuali. Ai minori rischi tuttavia corrispondono rendimenti più bassi in quanto l’alea connessa all’investimento e più bassa, in altri termini gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e questo costituisce un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

 

Garanzie covered bond: cosa c’è da sapere

Infine un’ulteriore garanzia è rappresentata dalle Istruzioni della Banca d’Italia, la quale prevede che, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale: 1) il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni; 2) il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; 3) gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualità e l’attendibilità. Inoltre l’emittente dovrà nominare un “Asset Monitor”, un organo esterno e indipendente, avente il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

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