Turchia: scure continua di Moody’s e S&P sul rating

I bond della Turchia sono considerati rischiosi da Moody's e da Standard and Poor's

di Enzo Lecci, pubblicato il
I bond della Turchia sono considerati rischiosi da Moody's e da Standard and Poor's

La Turchia piange. A causa della crisi che sta colpendo Ankara a seguito del crollo della Lira Turca, gli analisti di Moody’s e quelli di Standard and Poor’s hanno deciso di tagliare ancora il rating. Più nel dettaglio Moody’s ha tagliato il rating sovrano sulla Turchia a Ba3 da Ba2 e ha cambiato a “negativo” l’outlook mentre S&P ha portato il rating da BB- a B+, con outlook stabile. A seguito della decisione degli analisti, i bond della Turchia sono precipitati nella categoria “Highly speculative”. Le obbligazioni emesse da Ankara quindi sono molto rischiose per gli investitori fermo restando che da tempo i bond del Paese sono già nell’area “non investment grade“ossia spazzatura. Sia Standard and Poor’s che Moody’s hanno avvertito che la crisi valutaria che sta affossando la Turchia richiederebbe un forte e deciso intervento economico e finanziario che, almeno ad oggi, non c’è.

La decisione di Moody’s è arrivata al termine dell’analisi iniziata a giugno. Secondo gli esperti, i downgrade si fonda soprattutto sul “continuo indebolimento delle istituzioni pubbliche turche”. Nella loro nota gli analisti hanno inoltre affermato che “la mancanza di un piano economico completo ed efficace per affrontare le cause alla base della recente tensione finanziaria, o il ritardo nella sua formulazione è una chiara indicazione del calo di prevedibilità e dell’efficacia delle politiche”. L’agenzia ha anche aggiunto che “le esigenze di finanziamento esterno della Turchia rimangono significative e il rischio di una crisi della bilancia dei pagamenti continua ad aumentare”.

Non si discosta molto la valutazione di S&P. Secondo gli analisti, infatti, “il sostanziale indebolimento della lira ha implicazioni finanziarie negative e prevediamo una contrazione dell’economia nel 2019”.

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Argomenti: Macroeconomia, Mercati Emergenti