Turchia: Banca Centrale non alza tassi e la lira si schianta

la decisione della banca centrale della Turchia ha avuto impatto anche sui rendimenti dei bond sovrani

di Mirco Galbusera, pubblicato il
la decisione della banca centrale della Turchia ha avuto impatto anche sui rendimenti dei bond sovrani

La Banca Centrale turca ha mantenuto invariati i tassi d’interesse al 17,75%, durante la sua prima riunione successiva alla rielezione del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Il consenso degli economisti prevedeva invece un rialzo dei tassi di 150 punti base per contrastare l’inflazione, arrivata al 15,4% su base annua nel mese di giugno, il valore massimo dal 2003. La lira turca ha reagito alla decisione con un ribasso di oltre il 3,5% a 4,9371 nei confronti del dollaro, nuovo minimo storico intraday. Secondo quanto indicato dal board dell’autoritá monetaria, i dati “indicano un trend di significativo riequilibrio dell’attivitá economica.

La domanda esterna si mantiene forte, mentre sono piú evidenti segni di rallentamento domestico”. La Banca centrale ha inoltre indicato come “potrebbe essere necessario mantenere un atteggiamento restrittivo per un lungo periodo di tempo, fino a che l’outlook sull’inflazione non migliorerá”. La decisione dell’autoritá monetaria solleva comunque diverse preoccupazioni sui mercati sull’indipendenza dell’istituto di fronte ai nuovi poteri del presidente Erdogan, che grazie alle modifiche alla costituzione può nominare i governatori della Banca Centrale. Durante la campagna elettorale il presidente aveva promesso di tenere bassi i tassi d’interesse per sostenere investimenti e spesa per i consumi.

È “un clamoroso errore di politica monetaria“, dice Paul Greer di Fidelity International, secondo cui l’autorità monetaria turca ha “perso l’occasione per consolidare la credibilità che avevano guadagnato alzando i tassi di 500 punti base nel corso dell’ultimo trimestre“. L’esperto indica come il mercato vedesse un aumento dei tassi di 100 punti base come “il minimo indispensabile per diminuire le preoccupazioni degli investitori sul futuro dell’economia turca“. Gli analisti di Fidelity restano prudenti sulla lira e sui bond denominati in valuta locale e sottolineano come “un ulteriore premio per il rischio verrà prezzato dal mercato“.

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Argomenti: Bond in lire turche