Treasury: rialzo rendimenti con minori tensioni Usa-Cina

I trader stanno prezzando circa l'80% di probabilità sul rialzo dei tassi di interesse la prossima settimana da parte della Fed

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I trader stanno prezzando circa l'80% di probabilità sul rialzo dei tassi di interesse la prossima settimana da parte della Fed

I rendimenti sui titoli di stato statunitensi trattano in rialzo, poichè i segnali di progresso sulle discussioni commerciali tra Washington e Pechino hanno incoraggiato una nuova propensione al rischio. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono pari al 2,902% rispetto al 2,881% di martedì.

I rendimenti sono saliti ancora più rapidamente dopo che il Wsj ha riportato che la Cina stava valutando di modificare profondamente la politica industriale “Made in China 2025“, progetto che l’amministrazione Trump aveva criticato come protezionista. Lo scopo è quello di allentare le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e questa politica offrirebbe alle imprese estere un accesso più ampio in Cina.

A inizio sessione, i rendimenti dei bond avevano mantenuto leggeri aumenti dopo che i dati del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato i prezzi al consumo ancora stabili a novembre, come da attese. I trader hanno seguito da vicino i dati sull’inflazione durante l’anno per valutare se le pressioni sui prezzi stessero aumentando a tal punto da spingere la Fed ad accelerare il ritmo sull’aumento dei tassi. L’inflazione tende a smorzare la domanda degli investitori sui Treasury, dal momento che intacca il valore delle cedole fisse dei bond.

Tuttavia, i dati delle ultime settimane hanno rassicurato gli investitori che l’inflazione per ora resta favorevole. Il calo dei prezzi sul petrolio ha mantenuto stabile l’indice dei prezzi al consumo, rimasto invariato a novembre, “che misura tanto quanto quello che gli americani pagano per i prodotti che vanno dall’hamburger alla benzina”. “E’ un pò come leggere Riccioli D’oro, nè troppo caldo per garantire l’accelerazione dell’aumento dei tassi, nè troppo freddo per far si che la Fed possa decidere di non agire la prossima settimana” ha commentato Mike Loewengart, vice president of investment strategy di E*Trade.

Mentre i dati di Cme Group mostrano che i trader stanno prezzando circa l’80% di probabilità sul rialzo dei tassi di interesse la prossima settimana, il percorso dei tassi per il 2019 è diventato sempre meno chiaro negli ultimi mesi. La probabilità implicita del mercato, per almeno un aumento dei tassi a marzo 2019, è scesa al 32% circa dal 53% di un mese fa, secondo le stime di Cme Group. “La Fed nel 2019 procederà con maggiore cautela sul rialzo dei tassi” conclude in una dichiarazone Diane Swonk, chief economist di Grant Thornton.

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