Tra catari e patarini la situazione in Grecia rimane sempre tormentata: la nostra eresia.

La classe dirigente della Grecia sarà all'altezza delle sfide che dovrà affrontare nel mese di giugno?

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La classe dirigente della Grecia sarà all'altezza delle sfide che dovrà affrontare nel mese di giugno?

La settimana si è chiusa con un punto interrogativo sulla Grecia: la classe dirigente sarà all’altezza delle sfide che dovrà affrontare nel mese di giugno? Gli appuntamenti sono molti ed importantissimi: primo tra tutti il vertice dell’Eurogruppo che dovrà sancire la nascita dello ESM con tutti i meccanismi che governeranno l’ente. Poi i molti nodi di politica interna, legati alla necessità di allargare il quadro di supporto a Papandreou. L’avvio delle privatizzazioni con la vendita delle prime partecipazioni statali, in primis il settore telecom con una DeutscheTelekom molto interessata. La creazione di un ente cui verrà affidato il patrimonio dello stato da dismettere, sul modello sviluppato nella Germania dell’Est. Questo potrà fornire garanzie per un ulteriore prestito da 60 MLD e sarà gestito in modo indipendente sotto la vigilanza europea. Forse farà un pò di cartolarizzazione. Oppure invece l’Esecutivo guidato dal Pasok sarà sensibile alle sollecitazioni della piazza, con un occhio rivolto ai propri interessi elettorali, ed indotto verso nuovi inediti scenari? Molto dipenderà dal sostegno che l’Europa saprà offrire e da quali soluzioni metterà in campo. L’opposizione netta a qualunque tipo di ristrutturazione coercitiva è stata riaffermata, in questi giorni, da Trichet e dai membri del board dell’ Istituto di Francoforte. Alcuni membri dell’Eurogruppo sono più possibilisti nel cercare soluzioni di “reprofiling” e di mediazione verso la BCE. Ma il buon Trichet è quasi sulla linea di uscita, entro ottobre sarà sostituito. Chissà se il prossimo Presidente eletto avrà la stessa forza e autonomia che ha saputo ritagliarsi il francese. Le alternative non sono tante, rinnovare la fiducia ad Atene oppure prepararsi a ricapitalizzare la BCE e con essa le tante banche europee esposte.

Comunque sempre soldi da sborsare. Sarebbe ormai tempo di scelte … Intorno all’anno 1216, Giacomo di Vitry si trovava in viaggio lungo la penisola. Giunto in terra lombarda annotò: “Arrivai nella città di Milano, che è un covo di eretici. Rimasi per alcuni giorni e predicai in diversi luoghi la Parola di Dio. A stento si trova qualcuno che si opponga agli eretici, ad eccezione di certi uomini santi e donna religiose, che individui maliziosi e secolari chiamano Patarini”. Pare che questo nome derivi da “patacca” un termine milanese che indica un oggetto di scarso valore o “taroccato”. Ma chi erano questi eretici presenti sul suolo milanese? Dobbiamo inquadrare la vicenda nello scontro politico tra Papato e Sacro Romano Impero, tra Guelfi e Ghibellini e tutto il dibattito interno che animava i due schieramenti. Nella stessa Chiesa Cattolica Romana la lotta si svolgeva tra le diverse sedi vescovili ed era la trasposizione della lotta per la supremazia tra i diversi comuni italici. All’interno della stessa Chiesa trovavano sollecitazione i movimenti rinnovatori che tentavano di scalzare la vecchia nomenclatura. Quando riuscivano a prevalerediventavano i salvatori della Fede, se avevano la peggio passavano per eretici. Tra tutti questi movimenti i più rappresentativi rimanevano gli “Umiliati”, ben rappresentati a Milano e forti di una notevole capacità organizzativa ed economica. La tradizione meneghina narra che l’Arcivescovo Galdino morì al termine di una cruenta predica contro i Catari: anche oggi pregando accanto al suo sarcofago ci si può liberare dalle eresie demoniache. Nel 1184 il Papa Lucio III emanò il decreto “Ad Abolendum” dove venivano colpiti da perpetua scomunica catari e patarini e coloro che si dicevano Umiliati, Poveri di Lione (Valdesi), passagini, giosefini e arnaldisti. Buona parte di queste idealità avevano trovato terreno fertile nel milanese. Ma qual’era la principale accusa che veniva rivolta nei loro confronti? Oltre alle disquisizioni dogmatiche, certamente molto interessanti, era quella di predicare liberamente in pubblico senza sottoporre i loro discorsi all’approvazione del Vescovo.
Insomma erano movimenti che partendo dal basso, inserendosi nella formazione di nuove classi sociali, andavano ad intaccare prepotentemente l’autorità morale e civile delle gerarchie ecclesiastiche. Che erano le uniche preposte alla cura delle anime … e del territorio. Sempre nella citata lettera di Giacomo di Vitry ci informa dell’attività degli Umiliati: ” Sono coloro che lasciano ogni cosa per il Cristo, vivono del lavoro delle proprie mani, predicano con frequenza la Parola di Dio e l’ascoltano volentieri, perfetti e stabili nella loro Fede, efficaci nelle opere”. Non stupirà che con queste premesse il movimento si libererà dell’etichetta ereticale, crescendo in forza e potenza economica andando ad incidere nelle scelte della politica cittadina. Il potentissimo ordine venne poi sciolto con violenza, secoli dopo, dal Cardinale Borromeo durante la controriforma: i suoi beni confiscati, i seguaci perseguitati. Questioni di egemonia. Questa settimana vogliamo sentirci un poco eretici, evitando di fare la fine degli arnaldisti. E’ da tempo che leggiamo analisi unidirezionali: le tesi a cui giungono i diversi analisti ci sono note, default o haicut. Consentitemi, in questo spazio, una visione meno catastrofista con un finale lieto per i bondisti del “Parco buoi”. Settimana prossima, ad Atene, si aprirà la discussione sui provvedimenti presi dal Consiglio dei Ministri e si andrà al voto. Questi verranno approvati con l’astensione di diversi membri dell’opposizione. Preso atto del voto favorevole, il FMI esprimerà un giudizio di sostenibilità del debito pubblico per il prossimo anno. Verrà dato il via libera alla “Quinta Trance” del prestito e si affiancherà a questa uno stanziamento supplettivo di altri 60 MLD. Verrà poi proposto un piano volontario che vincolerà le grosse banche ed altri soggetti istituzionali che detengono la stragrande maggioranza dei titoli del debito pubblico, alla tenuta in portafoglio sino a scadenza naturale con la facoltà di potere continuare ad utilizzarli come collaterale nelle operazioni con BCE. Questo senza registrarne le perdite in bilancio, in piena armonia con Basilea III, ottenendo una garanzia da parte dell’EFSF.
I titoli in scadenza tra il 2012 e il 2014 dovranno però essere rinnovati con altri titoli emessi dalla Grecia. La BCE tornerà ad acquistare sul secondario e potrà girare poi i bond acquistati a prezzo di carico verso Atene che li riacquisterà tramite un finanziamento dall’EFSF. Intanto la situazione economica inizierà a risollevarsi: la stagione estiva sarà favorevole al turismo che farà da volano alla ripresa. Le privatizzazioni delle aziende pubbliche faranno affluire capitali freschi che potrenno essere utilizzati per le grandi opere infrastrutturali generando una crescita del PIL. I segnali più decisi andranno a correggere i dati previsionali dando maggiore fiducia sui mercati internazionali consentendo il rollaggio del debito a livelli intorno ai 200 pb. sopra il bund. E’ utopia? Oppure la verità starà nel mezzo? In piazza Mercanti a Milano, murato sul “Broletto” troviamo il bassorilievo che figura il podestà di Milano Oldrado di Tresseno in sella al suo cavallo. L’epitaffio, nella parte finale, è tutto un programma: “Catharos, ut debuit, uxit”, i Catari, come di dovere, bruciò. A partire dal “dugento” i Catari milanesi iniziarono ad organizzarsi in piccoli gruppi trasferendosi in case comunitarie. Un certo “Marco” fu il primo Vescovo della Bulgaria (una zona ad Ovest della Lombardia) mentre con la cosiddetta “Chiesa di Casorezzo” iniziava a diffondersi la predicazione. La repressione non tardo ad arrivare, parallela alla crescita degli adepti. E fu implacabile. Furono le tante sottili disquisizioni dogmatiche a dividere il movimento, rendendolo vulnerabile e meno efficace. Ma soprattutto non interpretarono bene lo spirito dei nuovi tempi che vedeva cementarsi sempre più gli interessi paralleli delle nascenti autorità comunali con la Chiesa Romana, entrambi contro l’imperatore germanico. Una mancanza che pagheranno a caro prezzo. Tommy271

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