Toys ‘R’ Us: obbligazionisti raggiungono accordo su business Asia

Il gruppo di obbligazionisti proposto come nuovo proprietario del business asiatico ha raggiunto un accordo con l'azionista di minoranza, Fung Retailing

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il gruppo di obbligazionisti proposto come nuovo proprietario del business asiatico ha raggiunto un accordo con l'azionista di minoranza, Fung Retailing

Le lunghe trattative sul futuro del business di Toys ‘R’ Us nel mercato asiatico sarebbero giunte al termine. Il gruppo di obbligazionisti proposto come nuovo proprietario del business asiatico del gruppo ha raggiunto un accordo con l’azionista di minoranza, Fung Retailing, per l’avvio di una gestione congiunta delle operazioni.

La catena di negozi di giocattoli aveva presentato istanza di fallimento per la prima volta a settembre 2017 richiedendo la protezione del Chapter 11, norma della legge fallimentare Usa che consente alle aziende di accedere a linee di credito speciali per avviare una ripresa a seguito di una debole performance finanziaria. La società aveva sperato di poter ripristinare la propria situazione chiudendo solo alcuni dei negozi.

A marzo il gruppo aveva poi comunicato che avrebbe venduto o liquidato i propri business all’estero, tra cui quello asiatico che è considerato il più redditizio tra questi. Fung possiede il 15% del capitale del business asiatico di Toys ‘R’ Us sin dall’avvio di una joint venture siglata nel 2017, ad appena qualche mese dall’istanza di fallimento della catena. Più tardi, il ramo estero del gruppo aveva richiesto alla Corte Fallimentare Usa di invalidare i diritti di Fung e vendere il 100% delle quote detenute. Fung, d’altro canto, si è opposto alla richiesta affermando di non rientrare nella giurisdizione statunitense.

L’85% delle quote del business asiatico è stato infine messo in vendita e, il mese scorso, una società che possiede il 12% delle obbligazioni collocate dal ramo asiatico di Toys ‘R’ Us si è aggiudicata come vincitrice, facendo un’offerta da 760 mln usd di credito, il che dà la possibilità ai creditori di scambiare il proprio debito con il possesso del business.

L’accordo recentemente raggiunto deve ancora essere approvato dalla Corte Fallimentare Usa e prevede che il business asiatico del gruppo paghi 8,25 mln usd in contanti a Fung in cambio del suo supporto nella richiesta di protezione del Chapter 11, stando a quanto riportato dai documenti della Corte Fallimentare. Inoltre Fung acquisirà un ulteriore 6% della società dagli obbligazionisti del business asiatico, aumentando la propria quota nel gruppo al 21%. La transazione valuta il business a 900 mln usd. Il giudice Kieth Pilips della Corte Fallimentare di Richmond, Usa, dovrà approvare l’accordo, dare il via libera al programma del Chapter 11 e alla vendita del gruppo in occasione della seduta prevista il prossimo 29 novembre.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield