Torna la fiducia sull’obbligazionario italiano dopo il summit UE

Il mercato secondario italiano mantiene un buon livello con l'irripidimento della curva che già da qualche seduta riflette un ritorno di fiducia sulla carta italiana

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I Btp appaiono in lieve calo dopo quattro sedute consecutive di rialzo con lo spread fra i decennali italiano e tedesco in marcato allargamento sul rialzo del Bund. Tuttavia, il mercato secondario italiano, mantiene comunque un buon livello, con l’irripidimento della curva che già da qualche seduta riflette un ritorno di fiducia sulla carta italiana.

“Il mercato si è imbattuto oggi in qualche venditore, ma dopo il precedente rally possiamo dire che tiene bene. Inoltre dallo scorso fine settimana si è assistito a un ritorno di irripidimento della curva che evidenzia una certa fiducia nei titoli italiani. Nei momenti di crisi sono infatti i brevi a risentire di più”, afferma un trader italiano. “Possiamo dire che il mercato sia sostenuto” – aggiunge l’esperto – “malgrado una certa debolezza della borsa”.

Nello specifico, l’irripidimento della curva discusso dal trader si è visto con il consiglio europeo del 28 e 29 giugno in cui i leader hanno trovato una nuova forma di accordo sulla gestione della crisi fra i paesi europei, malgrado apparenti parziali marce indietro. “Le obiezioni di Finlandia e Olanda rientrano nel classico gioco delle parti, un gioco politico. L’accordo è stato raggiunto, ma adesso questi paesi si metteranno di traverso per evitare qualsiasi automatismo nel ricorso dei fondi per l’acquisto di titoli di stato”. spiega il traer.

Secondo le precisazioni di Standard & Poor’s, invece, il summit ha portato a un miglioramento della strategia di gestione della crisi, sebbene permangano alcuni rischi connessi alla messa in atto delle misure decise. “Un certo sollievo può arrivare ai debiti sovrani dell’Unione economica e monetaria europea dopo l’accordo raggiunto al summit della zona euro il 29 giugno”, cita una nota redatta a cura degli analisti di S&P, i quali precisano che questi accordi possono aiutare a stabilizzare la zona euro e tamponare ulteriori indebolimenti del merito di credito del debito sovrano.

“Tuttavia crediamo che i rischi associati all’attuazione di queste misure siano significativi e non ci è chiaro se i policy maker saranno in grado di consolidare i progressi ottenuti con l’accordo. Quindi gli accordi raggiunti al summit non hanno implicazioni immediate per i rating di Standard & Poor’s della zona euro”, conclude la nota.

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni, ora, si allarga ed oscilla fra un massimo di 426,5 e un minimo di 406,8, mentre il rendimento del decennale italiano ha visto una variazione fra 5,748% e 5,683%. Il Bund ha ampliato i guadagni dopo la sua solida asta di titoli a 5 ann.

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