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Titoli di stato: prosegue la risalita dei rendimenti

L’attesa per il rialzo dei tassi USA spinge i rendimenti dei titoli di stato a lungo termine verso l’alto

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L’attesa per il rialzo dei tassi USA spinge i rendimenti dei titoli di stato a lungo termine verso l’alto

I rendimenti dei titoli di stato tendono a salire. Fenomeno legato principalmente alle aspettative di rialzo dei tassi Fed il prossimo mese di dicembre, ma anche a un possibile allentamento del QE della Bce nel 2017.

Restano, invece, ancora molto compressi i rendimenti dei titoli di stato a breve termine, come si è visto anche dalla recente asta di Bot a sei mesi del Tesoro italiano che ha fatto registrare un nuovo record negativo. Prosegue, per contro, la risalita dei rendimenti dei titoli di Stato a medio e lungo termine a livello mondiale, con il Bund che è ritornato su livelli antecedenti al voto a favore della Brexit. Lo fanno notare gli analisti di Unicredit, puntualizzando che uno dei motivi dietro al movimento al rialzo dei costi di finanziamento è stata la lettura superiore alle attese del Pil del terzo trimestre della Gran Bretagna che ha dimostrato come, almeno nell’immediato, l’impatto della Brexit non è stato così negativo come atteso dal mercato. Di conseguenza, aggiungono gli esperti, il dato positivo ha alimentato ulteriormente i dubbi del mercato su quanto ancora possa durare il supporto da parte delle Banche centrali.

L’attesa per il rialzo dei tassi USA fa salire i rendimenti

Il timore di un minor supporto da parte delle Banche centrali ha portato a un forte rialzo dei tassi governativi sia in area euro che negli Usa. Lo sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, puntualizzando che “da un lato c’è l’attesa di un rialzo dei tassi Fed a dicembre, dall’altro la BoJ ha dichiarato che guarderà solo il tratto fino a dieci anni della curva. Allo stesso tempo, la BCE, in base ad alcune indiscrezioni, sta discutendo di una riduzione graduale del QE, mentre si sono ridotte le probabilità di un taglio della BoE dopo i dati sul Pil migliori delle attese”.

Il movimento, soprattutto ieri, “è stato molto pronunciato sui tassi visto anche il rialzo delle quotazioni petrolifere che hanno interrotto il calo durato bene tre sedute consecutive”, concludono gli esperti.

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