Titoli di stato:il BTP a 30 anni scende sotto il 5%

Collocata con successo la quarta tranche del Buono poliennale con scadenza 2044 dopo il taglio dei tassi da parte della BCE. Sul mercato anche titoli a 3 anni e CCTeu per complessivi 5,5 miliardi di euro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocata con successo la quarta tranche del Buono poliennale con scadenza 2044 dopo il taglio dei tassi da parte della BCE. Sul mercato anche titoli a 3 anni e CCTeu per complessivi 5,5 miliardi di euro

Tornano sul mercato i BTP a 30 anni. Il Tesoro, dopo il successo del collocamento ieri di 6,5 miliardi di euro di BOT a un anno che hanno toccato il minimo storico dall’introduzione dell’euro, ha piazzato oggi in asta altri 5,5 miliardi di titoli di stato. Fra le varie emissioni, per tipologia e durata, spicca quella di durata trentennale che mancava all’appello da molto tempo. Grazie al ritrovato clima di fiducia da parte degli investitori internazionali verso la carta italiana e, in particolare, dopo il dimezzamento del costo del denaro da parte della BCE la scorsa settimana, il Ministero dell’Economia è tornato a finanziarsi sulla parte lunga della curva riaprendo l’emissione sul BTP con scadenza Settembre 2044. A infondere fiducia verso l’Italia sono state anche le osservazioni degli analisti americani di Moody’s, solitamente poco teneri col Bel Paese. L’agenzia di rating USA ha migliorato le stime sulla dinamica dell’economia italiana per il 2013 e il 2014 e prevede che l’anno prossimo, grazie al ritorno al segno più per l’Italia, per la prima volta dal 2010 tutti i paesi del G20 sperimenteranno una crescita del prodotto interno lordo. In particolare Moody’s  afferma che “dopo un periodo sostenuto di turbolenza economica e sui mercati finanziari, l’economia globale ora sembra pronta per una migliore stabilità nei prossimi due anni”.

 

Aste Btp 2,75% 2016 e Btp 4,75% 2044 in dettaglio

 

Chart

Entrando nel merito delle aste odierne, sono stati assegnati dal Tesoro 3 miliardi di euro, in quinta tranche, di BTP 2,75% 15 Novembre 2016 (Isin IT0004960826) con un rendimento finale lordo pari a 1,79%, in discesa rispetto alla precedente asta (2,75%), e sui minimi dal lontano 2010. Venduti anche 1,5 miliardi di euro di BTP, in quarta tranche, con cedola fissa del 4,75% e scadenza 1 Settembre 2044 (Isin IT0004923998) con un tasso che si è attestato al 4,99%, anch’esso in discesa rispetto alla precedente asta (5,19%). La domanda è stata buona, con un bid to cover medio del 1,40%, ma sulla parte lunga della curva i rendimenti faticano a scendere, come si può notare del grafico. Del resto, se il taglio del costo del denaro al nuovo minimo storico dello 0,25% operato la settimana scorsa della Banca centrale europea contribuisce a schiacciare la curva italiana dei rendimenti sul breve – osserva Reuters –  i titoli a più lunga scadenza risentono maggiormente della prospettiva di una riduzione più vicina del previsto del programma di stimolo della Fed. Una prospettiva che, in realtà, sta pesando soprattutto sui Bund, i quali, in quanto asset rifugio tendono a ricalcare l’andamento dei Treasuries, ultimamente sotto pressione perché, alla luce di una serie di dati migliori delle attese giunti dall’economia Usa, potrebbero perdere parte del supporto garantito dagli acquisti mensili delle Fed già entro la fine dell’anno. Sul mercato sono stai immessi anche 1 miliardo di euro complessivi ci titoli di stato indicizzati all’inflazione europea. In particolare il CCTeu, scadenza l’1 novembre del 2018 (Isin IT0004922909) è stato offerto in undicesima tranche con un rendimento lordo pari a 2,11%, in ribasso rispetto all’ultimo collocamento.

 

Rifinanziato quasi tutto il debito pubblico. Per il 2014 meno Bot e più BTP

 

Con la chiusura delle aste di metà mese di Novembre si va verso la conclusione del rifinanziamento del debito pubblico italiano previsto per il 2013. In particolare sono stati quasi interamente riscadenzati: 228 miliardi di BOT, 117 di BTP, 14 di CCT, 17 e 23 di CTZ. E’ ancora presto per tirare le somme e fare un [fumettoforumright]bilancio, ma verosimilmente dopo il successo del Btp Italia novembre 2017, titolo destinato al retail e collocato la settimana scorsa per oltre 22 miliardi, il Tesoro tenderà a limitare l’offerta da qui a fine anno, probabilmente cancellando le aste di metà dicembre e rinunciando al collocamento di Bot trimestrali.  In questo senso ha giocato certamente a favore il fatto che la BCE ha tagliato i tassi dicendo che potrebbe tagliarli ancora e potrebbe anche fare un’ altra ‘Ltro’ cosa che potrebbe condurre per il 2014 a una riduzione delle emissioni di Bot a favore di BTP a lunga scadenza.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp