Bond ben intonati dopo Fed e BoE

La pubblicazione delle minute del Fomc e i tassi fermi in Inghilterra danno slancio ai titoli di stato. Collocati Bonos e Oat con rendimenti in ribasso. Sempre oltre il 10% i bond greci

di Mirco Galbusera, pubblicato il

trading-con-i-bondRestano ben intonati i mercati obbligazionari europei dopo la pubblicazione delle minute della Fed.   Come sempre, la direzione dei listini viene tracciata dalla Banca Centrale USA che dovrebbe muoversi per prima verso un rialzo dei tassi d’interesse. Così, all’indomani della pubblicazione dei verbali del Fomc, è emerso che la Fed non ha fretta di aumentare il costo del denaro e quindi le attese del mercato sul primo rialzo non sono cambiate. A conferma delle intenzioni del presidente della Fed Janet Yellen è stata la decisone della Banca d’Inghilterra di lasciare invariato a 0,5% il costo del denaro. Normalmente – fanno notare gli analisti – la BoE anticipa sempre le mosse degli USA. Il mercato ora si attende che la BoE faccia slittare il piano di rialzo dei tassi d’interesse alla prossima estate.   In USA i bond decennali rendono il 2%   A livello operativo , il rendimento del Treasury decennale è tornato vicino al 2% dopo la pubblicazione delle minute del Fomc della riunione di metà dicembre, incontro in cui è stata introdotta l’impostazione di “normalizzazione paziente” in tema di politica monetaria. Il ridimensionamento dell’inflazione è percepito come un fenomeno temporaneo. Il rischio maggiore è piuttosto quello di un rallentamento marcato dell’economia globale. Non a caso – precisano gli esperti – la discussione si è soffermata sulla necessità che le manovre delle Banche centrali estere (in particolare Bce e BoJ) siano di entità tale da evitare un effetto contagio per l’economia Usa. Sul fronte cambio, dal verbale traspare come la Fed stia considerando che il dollaro forte per ora possa complessivamente comportare effetti positivi, in quanto capace di ridurre i rischi di un rallentamento troppo marcato dell’economia globale.   Francia, i bond a lunga scadenza scendono sotto 0,8%   La Francia ha collocato 9,5 miliardi euro di Oat oggi, pari al massimo programmato. Lo sottolineano gli strategist di Rabobank, spiegando che il Paese ha registrato “risultati forti”, con bid to cover soddisfacenti. La domanda è stata particolarmente solida per i titoli a lunga scadenza e il rendimento si è abbassato a o,79%. A detta degli esperti, “un numero crescente di investitori si sta muovendo lungo le curve in cerca di rendimenti”. La Francia ha emesso Oat 4,85 miliardi euro di Oat al 2024, 3,79 miliardi euro di titoli a maggio 2030 e 0,86 miliardi euro di bond a maggio 2045. Tutti con rendimenti in discesa.   Spagna colloca 5 miliardi di Bonos   La Spagna ha messo a segno “una serie di risultati solidi” in asta. Gli operatori sottolineano che i volumi hanno superato di poco il target massimo di 5 miliardi euro per le tre linee di Bonos al 2020, 2028 e 2037. “Va notato che nonostante le aspettative per il QE, il titolo a 22 anni ha raccolto una domanda soddisfacente”, precisano gli esperti. “E’ improbabile che l’introduzione del quantitative easing inneschi il sell off della parte lunga” della curva, concludono gli esperti. Il bono a 13 anni ha ottenuto un rendimento del 2,91%, mentre quello a 5 anni lo 0,959%.   Grecia, rendimenti sempre sopra il 10%   I rendimenti dei titoli di Stato ellenici restano sotto pressione, con il decennale oltre il 10% al 10,604%. Male anche quello del quinquennale (11,894%) e del triennale (14,429%). Gli investitori continuano dunque a ipotizzare un default di Atene. “L’incertezza manterrá su livelli elevati le oscillazioni giornaliere dei rendimenti e degli spread”, spiegano i fixed-income strategist di Unicredit. Tuttavia, ammettono gli esperti, le indiscrezioni di stampa sulla Grecia potrebbero un effetto positivo sui mercati periferici oggi. Secondo un report diffuso ieri poco dopo la chiusura dei mercati che cita parlamentari tedeschi, la Germania sarebbe aperta a un allentamento dei termini di rimborso di Atene, ma non a una cancellazione del debito”. Non si tratta di una vera nuova notizia tra gli osservatori che hanno giá considerato “un’estensione delle maturitá o una riduzione dei tassi di interesse”, ma potrebbe impattare comunque positivamente sul sentiment.   Btp stabili, si stringe lo spread   [fumettoforumright]Il mercato secondario italiano mantiene intorno a metà seduta una parziale risalita checonsente di accorciare il ritardo su Bund dopo i pesanti realizzi delle ultime due sedute. Il premio di rendimento del Btp a dieci anni sull’equivalente tedesco viaggia in area 142 centesimi da 146 ieri sera in chiusura, mentre il decennale dicembre 2024 offre 1,910% da 1,927%. Per gli esperti il rendimento Bund tedesco decennale dovrebbe scendere ancora fino in area 0,30% prima del lancio del QE da parte della Banca Centrale Europea.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani