Titoli di stato: margini più alti sui bond italiani

L'incremento dei margini può avere conseguenze sui titoli di Stato e sul finanziamento delle banche,

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L'incremento dei margini può avere conseguenze sui titoli di Stato e sul finanziamento delle banche,

La volatilità sui titoli di Stato italiani a fine maggio, innescata dalle indiscrezioni sul contratto di governo e dall’incertezza sulla formazione dell’esecutivo, ha avuto ieri una conseguenza sul mercato dei bond pubblici. Due casse di compensazione, Lch e l’italiana CC&G, hanno comunicato che a partire da oggi saranno più alti i margini richiesti sulle operazioni con Bot, Btp e Cct (nella tabella le modifiche in base alla durata dei titoli). Ciò vuol dire che le casse, che si trovano nel mezzo tra le banche nei repo che hanno come collaterale i titoli di Stato, chiederanno da oggi agli istituti un contributo di garanzia più alto per far fronte alla maggiore volatilità dei bond.

In generale, scrive MF, l’ incremento dei margini può avere conseguenze sui titoli di Stato (perché diventano meno appetibili) e sul finanziamento delle banche, poiché nei repo ottengono meno liquidità a parità di titoli in garanzia. Questo fenomeno ha avuto grande rilievo nel novembre 2011, quando i margini salirono in modo repentino come conseguenza della crisi del debito sovrano, creando un circolo vizioso. La situazione attuale è diversa perché le variazioni dei margini sono limitate: superano l’1% solo per i Cct e per i titoli con vita residua tra 2 e quasi 5 anni, quelli cioè che hanno registrato gli scossoni più significativi. “La revisione al rialzo dei margini sui titoli italiani riflette la forte volatilità osservata negli ultimi due mesi e in particolare a fine maggio/inizio giugno”, hanno osservato gli economisti di Unicredit . Ieri “la reazione del mercato è stata attenuata, come ci si aspetterebbe, considerando la variazione relativamente modesta dei margini”.

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Argomenti: Btp