Titoli di stato, la discesa dei tassi continua

Aste: assegnati dal Tesoro nuovi BTP per 7,5 miliardi di euro. Buona la domanda ma i rendimenti non sono più attraenti per i piccoli risparmiatori. Che fare?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Aste: assegnati dal Tesoro nuovi BTP per 7,5 miliardi di euro. Buona la domanda ma i rendimenti non sono più attraenti per i piccoli risparmiatori. Che fare?

Dopo il successo dell’asta dei BOT di ieri, il Tesoro ha collocato oggi 7,5 miliardi di euro di BTP. Il successo del collocamento dei BOT a un anno, i cui rendimenti sono arrivati ai minimi storici, non ha mancato di influire anche sull’asta odierna. La buona domanda degli investitori istituzionali ed esteri ha infatti permesso allo Stato di rifinanziare il debito a tassi decisamente migliori rispetto ad alcuni mesi fa. Come testimonia il differenziale fra i rendimenti dei decennali di riferimento italiano e tedesco (spread) che gira intorno ai 205 punti base, dopo essere sceso addirittura sotto i 200 punti ieri, in coincidenza con l’emissione dei BOT annuali. Così il tasso sul Btp a 10 anni si attesta a 3,761% e viaggia verso nuovi minimi. Per un piccolo risparmiatore i vantaggi economici si stanno restringendo molto e, al netto dell’inflazione, i rendimenti sono adesso molto bassi. Una volta l’alternativa era rappresentata dalle obbligazioni corporate o dal mercato azionario. Ma oggi, le prime non offrono valide soluzioni se non ad alti rischi, mentre le azioni sembrano ancora frenate da una crisi economica da cui si fatica ad uascire.

 

Aste BTP a tre, sette e quindici anni, rendimenti ancora in calo

 

rendimenti BTP

In asta sono stati assegnati 3,5 miliardi di euro di BTP 1,50% con scadenza 15 dicembre 2016 in terza tranche (Isin IT0004987191).Il rendimento è stato determinato in 1,41% (da 1,51%), su una scadenza di 2,5 anni circa, ai minimi dall’introduzione dell’euro. Venduti anche 2,5 miliardi di BTP 3,75% Maggio 2021 in quarta tranche (Isin IT0004966401) per un rendimento finale lordo pari a 3,02% (da 3,17%). Mentre, sulla parte lunga della curva, sono stati assegnati BTP in sesta tranche con scadenza settembre 2044 e cedola fissa semestrale del 4,75% (Isin IT0004923998) per 1,5 miliardi di euro. Il tasso d’interesse lordo finale è stato determinato in 4,59%, in calo rispetto al 4,99% dell’ultima emissione. Complessivamente la domanda è stata buona – commenta un trader – il quale aggiunge che “finché i pase core europei (Francia e Germania) offriranno rendimenti più bassi di quelli italiani e spagnoli, gli investitori continueranno a sottoscrivere le emissioni periferiche, ritenute meno insicure di 18 mesi fa. Il costo den denaro al minimo per ancora lungo tempo da parte della BCE farà il resto. 

 

Chi presta soldi allo Stato e perchè

 

costo debito pubblico

Sottoscrivere titoli di stato non è più conveniente. Come per i BOT, anche per i BTP, almeno quelli a breve termine, la remunerazione del capitale è praticamente nulla se non negativa. Al netto dell’inflazione e dei costi bancari, detenere in portafoglio titoli del debito pubblico italiano non giova più al piccolo risparmiatore. Resta comunque un affare per gli investitori istituzionali e stranieri che si avvantaggiano, oltre che di un regime fiscale diverso, anche di rimborsi commissionali per la sottoscrizione dei titoli in asta ogni qualvolta il Ministero li emette. Ecco quindi che a riempirsi il portafoglio di debito pubblico sono sempre di più le banche che poi, a loro volta, girano BOT e BTP nei fondi monetari, nelle polizze o li offrono in garanzia alla Banca Centrale Europea in cambio di prestiti a breve termine. [fumettoforumright]Secondo dati statistici diffusi da Bankitalia, circa la metà del debito italiano è in mano alle banche nostrane, mentre il 10% è stato acquistato dalla BCE e dalla Banca d’Italia. Ma il dato sorprendente è che la quota in mano a famiglie e privati è sensibilmente scesa negli ultimi due anni, passando da 260 a meno di 200 miliardi di euro, con un calo del 10% circa. Un’inversione di tendenza mai vista in passato. Lo stock di debito pubblico italiano costituito da titoli di stato ammonta a circa 1.760 miliardi di euro, di cui il 60% è stabilmente detenuto nelle banche italiane, mentre il 40% in quelle straniere.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp