Titoli di stato, in rialzo i rendimenti dei BTP dopo l’asta

Collocati dal Tesoro quasi tutti i 6,5 miliardi di euro previsti ma con rendimenti in salita. Il trentennale supera il 5% e lo spread si allarga sopra i 280 punti dopo la diffusione dei dati negativi sulla produzione industriale

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Collocati dal Tesoro quasi tutti i 6,5 miliardi di euro previsti ma con rendimenti in salita. Il trentennale supera il 5% e lo spread si allarga sopra i 280 punti dopo la diffusione dei dati negativi sulla produzione industriale

Dopo il collocamento di 9,5 miliardi di Bot nell’asta di ieri, come da programma il Tesoro ha venduto oggi altri 6,5 miliardi di titoli di stato fra Btp e CCTeu. Sullo sfondo non si sono ancora placate le polemiche innescate dopo il declassamento del rating sull’Italia da parte di Standard & Poor’s con lo spread fra Btp e Bund tedesco che rimane alto (Downgrade Standard and Poor’s. Cosa attendersi dopo il taglio del rating sull’Italia).Sui mercati obbligazionari serpeggia, inoltre, un certo pessimismo legato più che altro alle attese che provengono dal governo in tema di politica economica e fiscale riguardanti le tanto contestate imposte  sull’Imu e l’aumento dell’Iva. Cauto ottimismo, tuttavia, si respira a livello internazionale dopo che il presidente della Fed Ben Bernanke ha parlato di una prossima riduzione dello stimolo monetario negli USA (La FED in preda alla confusione, Bernanke torna nuovamente sul QE3). Il tasso del decennale italiano è sceso infatti al 4,38% da 4,44% del finale di seduta di ieri sera.

 

Btp 2,25% 2016, Btp 4,75% 2044 e CCTeu 2018, i risultati dell’asta TESORO

L’asta odierna ha visto il Dipartimento del Tesoro del Mef collocare Btp ed i CCTeu, Certificati di Credito del Tesoro indicizzati al tasso euribor, per quasi 6,5 miliardi complessivi con tassi in tendenziale rialzo rispetto alle aste precedenti. Più dettaglio, in settima tranche, è stato venduto il Btp 2,25%, scadenza  maggio 2016 (Isin IT0004917792) per un importo di 3,35 miliardi di euro per il quale lo Stato pagherà un tasso d’interesse del 2,33%, sostanzialmente inviariato rispetto alla precedente emissione. Venduti, in seconda tranche, anche Btp 4,75% settembre 2044 (Isin IT0004923998) per 1,46 miliardi di euro con un rendimento finale lordo in rialzo al 5,19% e, ancora, in quinta tranche, il CCTeu novembre 2018 (Isin IT0004922909) per un importo di 1,5 miliardi di euro con tasso d’interesse, indicizzato all’Euribor a sei mesi, del 2.68%.

Per tutti i titoli assegnati la data di regolamento per i compratori è quella di lunedì prossimo, 15 luglio del 2013. Sostenuta la domanda da parte degli investitori internazionali che mantengono la fiducia sui titoli tricolori, nonostante le incertezze economiche e le prospettive di crescita dell’Italia recentemente riviste al ribasso dalle agenzie di rating e dal Fondo Monetario Internazionale. 

 

Ventunesimo ribasso consecutivo per la produzione industriale italiana

PRODUZIONE INDUSTRIALEA condizionare l’andamento dei prezzi dei titoli di stato, come sempre, sono i dati macroeconomici e le notizie che interessano da vicino la sostenibilità delle finanze pubbliche, a partire dal gettito di entrata dell’erario. Mentre a Roma si discute animosamente come trovare la quadra per abolire l’Imu sulla prima casa e l’aumento dell’Iva al 22%, a preoccupare i tecnici del Ministero dell’Economia è anche il continuo calo della produzione industriale italiana. A maggio è salita timidamente dello 0,1% su aprile, un lievissimo aumento che però arriva dopo tre cali consecutivi su base mensile. Lo rileva l’Istat, che invece segnala un’attività ancora in negativo a livello tendenziale, con un ribasso annuo del 4,2%, il ventunesimo consecutivo (dati corretti per effetti di calendario). A contribuire maggiormente al lungo declino delle attività produttive è il settore automobilistico, che è in piena crisi. La produzione industriale relativa agli autoveicoli a maggio segna un calo del 2,2% su base annua. Nei primi cinque mesi del 2013 invece la flessione tendenziale risulta pari all’8,4%

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