Titoli di stato, assegnati CTZ e BTP€i per 3,25 miliardi. Arriva nuovo BTP a 7 anni

Tassi in ribasso per i certificati del Tesoro a 24 mesi che sono stati venduti con un rendimento lordo del 1,62%. Collocati anche 750 milioni di BTP indicizzati, mentre il Tesoro prepara l’emissione di un BTP 2020

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Tassi in ribasso per i certificati del Tesoro a 24 mesi che sono stati venduti con un rendimento lordo del 1,62%. Collocati anche 750 milioni di BTP indicizzati, mentre il Tesoro prepara l’emissione di un BTP 2020

Tornano in asta i CTZ e i Btp indicizzati all’inflazione europea. In un clima di incertezza che regna sul fronte politico interno e che riguarda il destino del governo Letta in tema di politica economica e fiscale, il Tesoro ha collocato titoli zero coupon a 24 mesi e BTP€i a otto anni per un ammontare di oltre 3 miliardi di euro.

Benché l’attività sul mercato secondario sia stata scarsa alla vigilia delle aste odierne, l’interesse degli investitori istituzionali non è venuto meno nei confronti dei titoli tricolori che offrono sempre rendimenti superiori a quelli degli altri stati europei più affidabili. Lo spread nei confronti del bund tedesco si è ristretto a 240 punti ma non sembra avere la forza di oltrepassare tale soglia, anche perché entro l’anno dovranno essere rinnovati ancora 100 miliardi di euro di titoli di stato. Occhi puntati sulla legge di stabilità che sarà varata nei prossimi mesi e che – a detta degli analisti – rappresenta per l’Italia l’ultima chiamata per non perdere il treno della (timida) ripresa economica europea. Se non verranno tagliate energicamente le spese pubbliche, l’Italia non riuscirà ad agganciare la ripresa e gli investitori scapperanno. Su questo sono tutti concordi e non è un caso che il governo Letta sia impegnato in un tour nel Nord America per spiegare alla comunità finanziaria le opportunità d’investimento nel nostro paese.

 

Asta Ctz 2015, Btp€i 2018 e Btp€i 2021 in dettaglio

 

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In Asta sono stati così assegnati 2,5 miliardi di euro di nuovi CTZ a 24 mesi con decorrenza 28 giugno del 2013 e scadenza il 30 giugno del 2015 (ISIN IT0004938186) a un tasso dello 1,623% (1,871% in precedenza), vicino ai minimi da quando è stato introdotto l’euro e migliore rispetto alle aspettative della vigilia coi mercati condizionati da un leggero ribasso dei prezzi dei Btp sul secondario. Il derivato a giugno sul decennale di riferimento – nota un trader – è arrivato a recuperare qualche figura e la forbice Italia/Germania (spread di rendimento), sempre sul tratto a dieci anni, è arrivato a stringersi fino sotto 240 punti base.

Il movimento – avvertono gli addetti ai lavori – va letto principalmente come un rimbalzo di natura tecnica dopo il rally dei mercati obbligazionari di agosto e settembre. Sul mercato sono stati, poi, collocati in 28esima tranche anche 750 milioni di BTP€i 8 anni scadenza 15 settembre 2021 (Isin IT0004604671) che hanno fatto registrare un rendimento in rialzo al 2,62% (2,30% in precedenza) risentendo delle attese per l’aumento dei tassi d’inflazione nel medio periodo.“Rispetto a un mese fa i rendimenti sono leggermente scesi, ma a livello assoluto restano compressi” – osservano gli operatori – i quali notano anche un sensibile calo di attività sul mercato secondario dei titoli di stato dell’eurozona dove sulle scadenze brevi i rendimenti reali sono ormai giunti a livelli negativi. 

 

Il Tesoro studia lancio BTP a 7 anni

 

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Per fare cassa approfittando delle migliori condizioni di mercato, il Tesoro sta pensando a una nuova emissione di BTP a sette anni.  A rivelarlo è Maria Cannata, responsabile per la gestione del debito pubblico, la quale ha aggiunto che “vi è un appetito crescente per la scadenza a 7 anni. In parte lo abbiamo soddisfatto con le operazioni off the run. Adesso stiamo monitorando il mercato per rilanciare questa scadenza”. Il 2014 – ha poi aggiunto – oltre a essere “un’opportunità per il nuovo benchmark” a sette anni, sarà caratterizzato da un funding complessivo in linea con il 2013 e da un ricordo a buy-back e concambi tale da alleggerire le pesanti scadenze di titoli di Stato in programma nel 2015. L’esponente del Tesoro ha poi lamentato i costi derivanti dall’incertezza politica in un contesto di possibile ripresa della crescita economica per il 2014. “La continua incertezza politica non aiuta, la stabilità aiuterebbe risultati migliori in termini di rendimento”, ha affermato Cannata, ricordando che “con la stabilità politica ci sarebbe più appetito”. [fumettoforumright]

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