Titoli di stato, adesso anche il Messico fa meglio dell’Italia

Sale il giudizio degli analisti sulle finanze messicane (BBB+), mentre resta al palo quello sul debito pubblico italiano (BBB). Ora i bonos rendono più dei BTP e sono meno rischiosi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Sale il giudizio degli analisti sulle finanze messicane (BBB+), mentre resta al palo quello sul debito pubblico italiano (BBB). Ora i bonos rendono più dei BTP e sono meno rischiosi

Nuovo record per il debito pubblico italiano. A fine novembre 2013 ha superato la soglia dei 2.100 miliardi di euro, nell’indifferenza generale di chi governa il paese. Al contrario, il Messico, paese che negli anni ’90 era sull’orlo della bancarotta ed era considerato da banchieri e investitori italiani da evitare come la peste, è stato promosso dall’agenzia di rating Standard & Poor’s a BBB+, un gradino sopra l’Italia, dopo la storica riforma sull’energia. Cosa significa questo? Per un investitore significa che oggi le finanze pubbliche messicane sono più sicure di quelle italiane. Chi presta denaro al Messico corre, quindi, meno rischi che se lo prestasse al tesoro italiano. Ma al di là dei tecnicismi degli analisti che qualcuno potrebbe obiettare, è significativa la recente visita istituzionale del premier Enirco Letta a Città del Messico a cui si attribuisce molta importanza per la ripresa dell’economia italiana (o per il sostegno delle finanze romane). Il contrario di quanto avveniva solo 10 anni fa, quando erano i capi di stato messicani che venivano alla corte romana per chiedere supporto finanziario. Ma si sa, i tempi cambiano e i debiti si accumulano, magari proprio nei confronti di quei paesi, come il Messico, che adesso hanno in pancia un po’ di BTP Italiani e con i quali è ora necessario instaurare legami commerciali più stringenti e duraturi, vista anche la recente riforma messicana in campo energetico.

 

I Bonos messicani rendono più di quelli italiani e sono più sicuri

 

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Detto questo, il Messico è tornato pochi giorni fa sul mercato dei capitali emettendo titoli di stato per 4 miliardi di dollari. Si tratta di un ritorno in grande stile, visto che una parte consistente del funding è stata raccolta sulla parte lunga della curva, a oltre trent’anni di maturazione. Nello specifico sono stati emessi due bond prezzati leggermente sotto la pari. Il primo, Messico 3,50% 2021(Isin US91086QBD97) è stato venduto a 99,343 per 1 miliardo di dollari, mentre il secondo, Messico 5,55% 2045 (Isin US91086QBE70) ha raccolto 3 miliardi di dollari al prezzo di 99,472. Entrambe le emissioni hanno riscosso un successo enorme superando i 12 miliardi di richiesta da parte di investitori istituzionali e retail. Per tutti e due i bond, la cedola è fissa e pagabile semestralmente il 21 gennaio e il 21 luglio. Il taglio minimo di negoziazione sui mercati regolamentati e non è di 2.00 dollari (1.470 euro circa). Da notare che il rendimento rispetto ai titoli di stato italiani di pari durata è leggermente migliore e senz’altro da preferire.  Il BTP 3,75% Agosto 2021, ai prezzi attuali, rende infatti il 3,40%, meno del Messico 2021 appena emesso che sul mercato OTC viene scambiato alla pari per un rendimento superiore di 10 bps e con un rating leggermente migliore rispetto a quello della carta italiana. Più marcato lo spread sulla parte lunga della curva, dove il BTP settembre 4,75% 2044 offre un rendimento del 4,70%, mentre il Messico 2045 rende il 5,57%.

 

Messico, situazione economica e previsioni di crescita

 

3Il Messico fa parte del gruppo delle principali Economie Emergenti, del G-20 e dell’OCSE ed è considerato un partner economico a livello mondiale. Secondo uno studio condotto di recente dal Ministero degli Affari Esteri, l’economia messicana ha dimostrato negli ultimi anni un forte dinamismo, con un buon andamento di consumi interni, investimenti ed esportazioni. Nel 2012 il PIL ha registrato un aumento del 3,9% e gli investimenti esteri hanno superato i 13 miliardi di dollari. Per il 2013, il Banco de México prevede una crescita del 3-4%, con un tasso d’inflazione del 3-4% e un calo dei tassi d’interesse. Punti di forza del Paese: stabilità macroeconomica; ampia disponibilità di risorse naturali (petrolio, gas, argento); contiguità geografica con gli Stati Uniti; numerosi accordi commerciali preferenziali con 44 Paesi e una forza lavoro (46 milioni di persone) giovane, qualificata e relativamente conveniente. Punti di debolezza: iniqua distribuzione della ricchezza; eccessiva dipendenza da asset produttivi collegati a fattori altamente variabili: petrolio, rimesse degli emigranti, investimenti esteri, turismo. [fumettoforumright]Il settore energetico, controllato monopolisticamente dallo stato, ha contribuito attivamente per decenni a finanziare il bilancio pubblico. La legge messicana consente investimenti privati nel settore della raffinazione ed impedisce la partecipazione privata nell’esplorazione e nell’estrazione degli idrocarburi. Dal 2014, però le cose cambiano. La Camera dei deputati del Messico ha adottato in via definitiva la storica riforma del presidente Enrique Pena Nieto che mette fine a 75 anni di monopolio di Stato sulle risorse energetiche aprendo agli investimenti stranieri. 

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Bond in dollari USA, Ratings, Bond Messico, Titoli di Stato Italiani

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