Timori su rendimenti bond trascinano indici in calo

Il rendimento sul Treasury statunitense è nuovamente al di sopra del 3%, e rappresenta uno dei fattori che hanno innescato un sell-off

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento sul Treasury statunitense è nuovamente al di sopra del 3%, e rappresenta uno dei fattori che hanno innescato un sell-off

I principali listini europei hanno chiuso ieri in territorio negativo, zavorrati dai timori legati all’aumento dei rendimenti sui bond e dei tassi di interesse. L’indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,8% a 379,9 punti. “Il rendimento sul Treasury decennale statunitense è nuovamente al di sopra del 3%, e rappresenta uno dei fattori che hanno innescato un sell-off, dato che gli investitori cercano di guadagnare dalla vendita di asset ritenuti rischiosi“, ha detto David Madden di CMC Markets.

Sebbene il mercato si sia concentrato sulla soglia psicologia del 3% sui Treasuries decennali, secondo Philip Smeaton, capo degli investimenti di Sanlam Uk, “gli investitori non dovrebbero restare troppo legati al passato recente. Se a lungo termine i rendimenti dei bond si muovessero di comune accordo con la crescita del Pil, la quota del 3% sarebbe solo una fermata sulla strada verso il 4%“. Riguardo alle conseguenze sul mercato obbligazionario globale, “i bond sovrani in Uk ed Eurozona, oggi su rendimenti bassi, potrebbero seguire le orme del Treasury“, conclude Smeaton.

 

Lo spread Btp/Bund in mattinata si è contratto fino ai minimi dall’aprile del 2016 a 110 punti base, per poi tornare a salire. Il differenziale è ora poco mosso a 114 pb. Prosegue dunque il momento positivo dell’obbligazionario italiano. In primo luogo, spiegano gli strategist di Unicredit, “i mercati potrebbero stare prezzando una riduzione della probabilitá di un Governo populista dopo che Luigi Di Maio, il leader del Movimento 5 Stelle, ha chiuso le porte a qualsiasi ulteriore discussione con la Lega“. In secondo luogo, aggiungono gli esperti, “il posizionamento probabilmente sta giocando un ruolo molto importante, con la maggior parte degli investitori che hanno sottopesato l’Italia in vista delle elezioni e che ora devono coprire progressivamente le loro posizioni“. Per gli strategist quindi nel breve termine “potrebbe continuare lo slancio positivo della periferia in generale e, in particolare, dei Btp, soprattutto se aumenterà la probabilità di un Governo che includa il Pd“. Ci sono poi “fattori tecnici di supporto“, come i rimborsi e gli acquisti da parte della Banca centrale europea.

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Argomenti: Btp

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