Thomson Reuters emette bond. Investire sulle news finanziarie conviene?

Collocati dal gigante delle agenzie stampa nuove obbligazioni in dollari. Rendimenti attraenti solo sulle scadenze lunghe ma interessanti per diversificare il portafoglio

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocati dal gigante delle agenzie stampa nuove obbligazioni in dollari. Rendimenti attraenti solo sulle scadenze lunghe ma interessanti per diversificare il portafoglio

Anche la nota agenzia di stampa Reuters emette obbligazioni. Thomson Reuters, società nata nel 2008, dalla fusione del colosso dell’informazione finanziaria canadese Thomson e la Reuters, ha lanciato sul mercato dei capitali due nuove emissioni in dollari a lunga scadenza per 950 milioni e una a corto raggio per 550 milioni. Nonostante la crisi globale nel mondo dell’editoria, la domanda di informazioni finanziarie, punta di diamante dell’offerta del gruppo, è in forte crescita in tutto il mondo e la multinazionale con sede a New York, con un giro d’affari di oltre 12 miliardi di dollari annui, non ha avuto difficoltà a collocare le sue nuove emissioni in area “investment grade”.  Il gruppo americano-canadese ha quindi approfittato del momento di tassi favorevoli per raccogliere soldi freschi che serviranno per allungare le scadenze debitorie e per rimborsare importanti scadenze l’anno prossimo..

 

Obbligazioni in dollari Thomson Reuters Corporation, caratteristiche e dettagli

 

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La domanda complessiva dei nuovi bond Thomson Reuters ha superato i 4 miliardi di dollari, nonostante l’emittente abbia deciso all’ultimo momento di ampliare l’offerta. La più richiesta delle tre emissioni è stata quella decennale da 600 milioni. La cedola lorda per il bond Thomson Reuters Corp maggio 2023 (Isin US884903BQ79) è stata fissata in 4,30%, mentre il prezzo di emissione si è attestato a 99,38, ma il rendimento è già calato sotto il valore della cedola visto che il prezzo sul mercato secondario è subito salito sopra i 100. Più generoso il rendimento del bond trentennale Thomson Reuters Corp scadenza maggio 2043 (Isin US884903BP96) emesso a 98,05 che, a fronte di un coupon fisso del 5,65%, rende il 5,76%. Decisamente irrisorio, invece, il rendimento del bond Thomson Reuters Corp. da 550 milioni con scadenza Febbraio 2017 (Isin US884903BN49) che paga una cedola fissa del 1,30% e rende poco più del 1,25% visto che il prezzo sul mercato secondario è vicino ai 100 da 99,53 dell’emissione. I titoli, tutti e tre senior unsecured, saranno presto quotati al Nyse e sono negoziabili per tagli minimi di 2.000 dollari (circa 1.500 euro). Il pagamento delle cedole a tasso fisso avverrà su base semestrale, il 23 maggio e il 23 novembre di ogni anno, ad eccezione del bond più corto per il quale la data di stacco sarà il 23 febbraio e il 23 agosto. Il rating assegnato dall’agenzia Standard & Poor’s è BBB+, mentre quello di Moody’s è Baa2 con outlook stabile.

 

Thomson Reuters ridimensiona i costi e vara piano di buy back

 

A man walks near a Thomson Reuters logo at the Thomson Reuters building in Canary Wharf in east London

Thomson Reuters, nata dall’ acquisizione della Reuters da parte della canadese Thomson per 17 miliardi di dollari, è oggi una delle più grosse società editoriali del mondo. L’unione nel 2008 ha dato vita ad una delle più potenti e importanti società nel campo dell’informazione economico-finanziaria: il nuovo gruppo controlla infatti il 34% del mercato del pianeta, contro il 33% detenuto da Bloomberg. Nonostante la levatura e il posizionamento del gruppo, nel 2012 Thomson Reuters ha realizzato ricavi per 12,5 miliardi di dollari, in discesa rispetto agli oltre 13 miliardi dell’anno prima. Anche il 2013 si sta rilevando abbastanza difficile a causa della crisi globale: il risultato netto è sceso del 39% nel primo semestre a quota 271 milioni di dollari in conseguenza di una riduzione del 3% del giro d’affari. Così che Thomson Reuters ha deciso di accelerare verso la riduzione dei costi già programmati quest’anno. Saranno tagliati 4.500 posti di lavoro entro la fine dell’anno prossimo e chiuse alcune redazioni in paesi periferici per risparmiare 350 milioni di dollari all’anno. La misura – si apprende da una nota – si rende necessaria per difendere il rating “investment grade” di cui Thomson Reuters gode e che è minacciato dalla continua contrazione dei margini (scesi al 25%) a causa del declino nella raccolta pubblicitaria, soprattutto nel segmento scientifico, medico e tecnologico di cui si occupa il gruppo editoriale. Fra le altre misure adottate, la società ha deliberato un buy back azionario fino a 1 miliardo di dollari (di cui 100 milioni già utilizzati) per sostenere le quotazioni del titolo, ma la cosa non è piaciuta agli analisti di Moody’s che lo scorso mese di ottobre hanno abbassato la qualità del credito da Baa1 a Baa2 preoccupati per un aumento dell’indebitamento del gruppo. [fumettoforumright]L’outlook rimane comunque stabile poiché il modello diffusionale e la posizione di leadership del gruppo – osservano gli analisti – consentirà a Thomson Reuters di mantenere un adeguato livello di liquidità per i prossimi anni, nonostante il leverage passerà da 2,5 a 3,25 volte l’ebitda. Le disponibilità liquide, comprese quelle derivanti dalle recenti emissioni dei bond, saranno quindi sufficienti per assicurare il rimborso di 1,3 miliardi di dollari di debiti nel 2014 e per le ordinarie attività editoriali.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Bond in dollari USA, Obbligazioni societarie

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