Tesoro vende 7 miliardi di BOT semestrali: tassi in rialzo allo 0,60%

Il rendimento dei titoli di stato a 184 giorni resta basso, ma lontano dai minimi del mese di marzo. A condizionare la raccolta sono le tensioni della crisi in Ucraina

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Bot trading

I tassi dei BOT semestrali restano bassi, ma lontano dai minimi. Dopo aver toccato il mese scorso un rendimento dello 0,45%, i nuovi titoli di stato con durata di sei mesi assegnati oggi in asta dal Tesoro hanno registrato un rendimento vicino allo 0,60%.

 

Agli investitori istituzionali e retail è stato offerto, per l’esattezza, un tasso dello 0,594% per 184 giorni di maturazione. Tradotto, significa che, in questo momento, prestare soldi allo Stato per 6 mesi rende qualche centesimo di più, ma non conviene in ogni caso. Al netto dell’inflazione (0,40%), delle imposte sugli interessi (12,50%) e dei costi bancari e del bollo sul deposito titoli (0,02%), il rendimento reale alla fine del periodo di maturazione è indubbiamente negativo. E’ la classica situazione che viene a crearsi in uno scenario di costo del denaro prossimo a zero, che anticipa la deflazione – osservano gli esperti – nemica dei mercati, come l’inflazione troppo alta del resto. Sul fronte finanziario, comunque, lo Stato italiano ha ritrovato la fiducia degli investitori stranieri e le prospettive di miglioramento dei conti pubblici sono legate anche alla minore spesa per interessi sul debito. Come dimostra lo spread fra decennale italiano e tedesco, sceso sotto i 160 punti base la scorsa settimana, e tornato ai livelli del 2011. Ma anche come osserva l’agenzia internazionale di rating Fitch, la quale ha detto che l’Italia (BBB+) è fuori dalla recessione e ha migliorato l’outlook da negativo a stabile.  

 

Bot semestrali, il rendimento scende allo 0,594%

 

grafico

I BOT venduti oggi dal Tesoro (Isin IT0005012429) per 7 miliardi di euro vanno a sostituire 8 miliardi in scadenza fra tre giorni, quindi meno del fabbisogno richiesto a breve termine. E anche a un costo inferiore.

L’asta odierna ha infatti visto i BOT a 184 giorni segnare un tasso lordo finale dello 0,594% a fronte di un prezzo di vendita pari a 99,697,  contro lo 0,505% di marzo, quindi in leggera risalita e in linea con i minimi di aprile 2013 (vedi grafico). Ad influire sulla domanda sono le tensioni finanziarie generate dalla crisi Ucraina sui mercati. Per contrastare i rischi di caduta del rublo, venerdì scorso Mosca ha deciso di alzare nuovamente i tassi di interesse – per la seconda volta in due mesi – dopo che S&P ha declassato la Russia portando il rating del paese appena un gradino sopra il livello cosiddetto ‘junk’. La circolazione di Bot al 14 aprile era di 143,101.121 miliardi, dei quali 48,905.080 miliardi a 6 mesi e 94,196.041 miliardi a 12 mesi. Secondo i recenti dati diffusi dalla la Banca d’Italia, circa il 60% dei titoli di debito pubblico nazionale è di proprietà degli italiani, di cui il 46% in mano alle banche e il restante 14% in mano a famiglie di risparmiatori. [fumettoforumleft]Percentuale che è andata incrementandosi rispetto a due anni fa quando la speculazione faceva temere il peggio per la tenuta delle finanze pubbliche. Termometro indicatore dello stato di salute delle finanze rimane comunque  il BTP decennale il cui tasso è sceso al 3,12%. Rispetto solo a tre mesi fa lo scenario, del resto, è radicalmente mutato, tenendo in considerazione non soltanto la prospettiva di un prossimo ulteriore taglio del tasso di riferimento BCE ma soprattutto il collocamento ‘monstre’ del Btp Italia di aprile e il conseguente drastico alleggerimento delle esigenze di raccolta del Tesoro per l’anno in corso.

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