Tesoro colloca 750 milioni di Btpei 2024, rendimento in calo

Rendimento in calo per il Btpei 2024 (IT0005004426) collocato in asta. Buona la domanda da parte degli investitori istituzionali

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimento in calo per il Btpei 2024 (IT0005004426) collocato in asta. Buona la domanda da parte degli investitori istituzionali

Scendono ancora i rendimenti dei Btpei. Il Tesoro ha collocato in mattinata 750 milioni di Btpei a otto anni, con scadenza 2024 (codice ISIN IT0005004426), offrendo rendimenti in ribasso a 0,48% da 0,66%. Il prezzo di aggiudicazione è stato 115,34 con rendimento fissato al 2,35%. Buona la domanda per il bond italiano indicizzato all’inflazione che è stato sottoscritto soprattutto da investitori istituzionali stranieri alla caccia di rendimenti e occasioni al di fuori dell’area core d’Europa dove i rendimenti sono ormai negativi fino a 7 anni. L’importo complessivo delle offerte è stato pari a 1,69 miliardi di euro con un rapporto di copertura del 2,26%. Sempre in giornata, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha annunciato l’emissione di altri titoli di stato in settimana, fra cui la terza tranche del Btp a 5 anni 0,45% 2021 (codice ISIN IT0005175598) e la quinta tranche del Btp a 10 anni 1,60% 2026 (codice ISIN IT0005170839).  

Spread Btp Bund in leggero rialzo in attesa della Fed

  Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 128 punti base rispetto ai 126 della chiusura di ieri, con le Borse europee che viaggiano in timido rialzo e con i prezzi del petrolio sopra la parità. I rendimento dei titoli di Stato dell’Eurozona, nonostante l’indice Ifo abbia deluso le attese, hanno proseguito il trend al rialzo ieri, sottolineano gli strategist di Unicredit, puntualizzando che continua a dominare sul mercato obbligazionario l’attesa del meeting del Fomc. Nel frattempo il membro della Bundesbnak, Andreas Dombret, ha affermato che le banche europee stanno reagendo “piuttosto bene” in questo contesto di tassi di interesse negativi, sebbene il contesto attuale rappresenti certamente una sfida per gli istituti di credito in termini di redditivitá. Anche se “fare soldi in questa situazione” è difficile nel lungo periodo, “la politica monetaria” della Bce “trae vantaggio dalle banche sane e allo stesso tempo queste ultime beneficiano della stabilitá dei prezzi”. Per Dombret quindi l’atteggiamento di politica monetaria dell’Istituto di Francoforte, che include i tassi di interesse in negativo, “è giustificato”. Per il banchiere è comunque necessario “mantenere un forte approccio di vigilanza sulle banche” poichè alti livelli di capitale consentono di erogare prestiti di migliore qualitá. Infine il membro della Bundesbank ha voluto sottolineare che un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea dopo il referendum del 23 giugno avrebbe un impatto “piuttosto considerevole” sull’economia del Paese e, di conseguenza, dell’Eurozona.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Btp

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