Tasso record del 4% per i Bot

Balzo dei rendimenti per 6,5 miliardi di buoni annuali assegnati dal Tesoro. E’ record dallo scorso dicembre. Pesano i dati macroeconomici dell’Italia e il salvataggio delle banche spagnole

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Balzo dei rendimenti per 6,5 miliardi di buoni annuali assegnati dal Tesoro. E’ record dallo scorso dicembre. Pesano i dati macroeconomici dell’Italia e il salvataggio delle banche spagnole

Bot Maggio 2013

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato oggi 6,5 miliardi di nuovi Bot a 365 giorni. L’asta, ancora una volta, si è svolta in un clima di incertezza e rinnovate tensioni sui mercati dei titoli di stato, dopo che la Spagna è stata costretta a chiedere aiuti alla Ue (100 miliardi di euro) per il suo sistema bancario caduto in disgrazia. Il sentiment, però è appesantito anche dalle elezioni politiche in Grecia di domenica prossima, considerato un vero e proprio referendum sull’euro. Il tutto condito da uno spread Btp/Bund che è arrivato a superare i 470 punti base per poi ripiegare di 10 punti dopo il collocamento dei titoli da parte del Tesoro. Ma veniamo ai dettagli dell’asta: il tasso di rendimento lordo per i nuovi Bot annuali è schizzato dal 2,34 di maggio al 3,972%, ai massimi di dicembre. I titoli, con regolamento 15 Giugno 2012, sono stati interamente collocati, ma la domanda degli operatori è apparsa abbastanza fiacca facendo registrare un bid to cover a 1,73 (11,2 miliardi di euro)  rispetto all’1,79 del mese scorso che era già in tendenziale diminuzione. Tuttavia l’asta ha interamente collocato l’importo massimo prefissato dal Tesoro a fronte di 9,6 miliardi di scadenze di altrettanti titoli. Da notare che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di non procedere all’assegnazione di titoli a tre mesi, come solitamente avviene in occasione delle aste Bot, per mancanza di necessità di rifinanziamento a breve termine.

 

A picco la produzione industriale, inflazione stabile e Pil trimestrale in flessione dello 0,8%

 

Intanto sul fronte macroeconomico, il tasso d’inflazione annuo a maggio segna una lieve frenata, passando al 3,2% dal 3,3% di aprile. Secondo l’Istat, il rallentamento dell’inflazione in Italia risente principalmente della flessione congiunturale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. Ma se il dato sulla variazione dei prezzi al consumo può essere timidamente interpretato in senso positivo, altrettanto non si può dire per gli altri principali indicatori economici italiani. Ad aprile, secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,9% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile l’indice è diminuito del 2,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Corretto per gli effetti di calendario, in aprile l’indice e’ diminuito in termini tendenziali del 9,2% e, nella media dei primi quattro mesi dell’anno, la produzione è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Brusca frenata anche per il Pil. Nel primo trimestre 2012 il Prodotto interno lordo italiano è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% rispetto al primo trimestre del 2011. Per quanto riguarda invece il dato tendenziale, nel primo trimestre 2012 si è attestato a -1,3% e per avere un dato peggiore bisogna risalire al quarto trimestre 2009 quando il calo del Pil, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, era stato del 3,5%. Nel primo trimestre 2012 si conferma la recessione per l’economia italiana: si tratta infatti del terzo trimestre consecutivo in cui il dato congiunturale del Pil é negativo.

Nel terzo trimestre 2011 era -0,2%, nel quarto trimestre -0,7%, mentre nel primo trimestre e -0,8%.

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