Tassi in ribasso per i BOT semestrali, ma l’economia del paese è in affanno

Il Tesoro assegna 8,5 miliardi di titoli a breve termine con tassi al 0,78%, ma l’Italia continua a perdere competitività in Europa. Sulle alltività produttive pesano troppe tasse e l’eccessiva burocrazia dello Stato

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Tesoro assegna 8,5 miliardi di titoli a breve termine con tassi al 0,78%, ma l’Italia continua a perdere competitività in Europa. Sulle alltività produttive pesano troppe tasse e l’eccessiva burocrazia dello Stato

Dopo aver fatto il pieno con l’asta di CTZ e Btp€i nella giornata di ieri, il Tesoro ha collocato oggi sul mercato Bot a 6 mesi. In asta sono andati titoli per 8,5 miliardi di euro con maturazione a 182 giorni e scadenza 31 marzo 2014, in sostituzione di 9,42 miliardi di altrettanti titoli di prossima scadenza. E, come ampiamente scontato dal mercato, i tassi a breve sono scesi sotto quota 0,80%, nonostante il clima di incertezza che ancora regna in Italia circa le prossime mosse che il governo dovrà adottare nella legge di stabilità per evitare l’aumento dell’Iva a ottobre e per trovare le risorse necessarie all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Importanti misure che non hanno ancora trovato adeguata copertura finanziaria e che non hanno mancato di riflettersi sullo spread Btp Bund, che si mantiene sopra quota 250 punti. Nuove imposte non se ne possono più mettere, pena l’aumento delle tensioni sociali, ma nessuno si rassegna a rinunciare ai privilegi statali e i tagli alla spesa restano una chimera. Come andrà a finire?

 

Bot semestrali, il rendimento scende al 0,781%

 

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Gli investitori mantengono comunque fiducia nelle finanze pubbliche italiane: solo un anno e mezzo fa i Bot semestrali rendevano il 6,50% (vedi grafico sotto), ora siamo scesi sotto l’1%. L’asta odierna ha infatti visto i Bot semestrali segnare un tasso lordo finale dello 0,781% contro lo 0,886% dell’asta di fine agosto, quindi in ribasso, ma ancora lontani dai minimi di maggio (0,538%). Alla data dello scorso 13 settembre del 2013, risultavano in circolazione Bot per 164,68 miliardi di euro così ripartiti: 99,61 miliardi di euro di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a dodici mesi, 56,57 miliardi di euro di Bot con la scadenza a sei mesi, e 8,5 miliardi di euro di Buoni Ordinari del Tesoro flessibili. Secondo la Banca d’Italia, circa il 60% dei titoli di debito pubblico nazionale è di proprietà degli italiani, di cui il 46% in mano alle banche e il restante 14% in mano a famiglie di risparmiatori. Percentuale che è andata incrementandosi rispetto a due anni fa quando la speculazione faceva temere il peggio per la tenuta delle finanze pubbliche.

 

Italia non è più competitiva e fa peggio della Spagna e della Grecia

 

Secondo i dati sulla competitività varati dalla Commissione europea, l’Italia è l’unico Paese dell’Eurozona che, insieme alla Finlandia, ha peggiorato la produttività.

 

LA FINE DELL’INDUSTRIA ITALIANA – L’Italia sta rimanendo senza industria. Sulla produttività Spagna e Grecia fanno meglio di noi

 

Superata anche dalla Spagna, passata alla categoria dei Paesi più “virtuosi” e dalla Grecia con tutti i problemi che ha avuto. Secondo Bruxelles a causare questo declino negli ultimi 10 anni sono stati gli aumenti del salario lordo nominale combinato con una scarsa crescita della competitività a causa della pressione fiscale e dall’eccessivo peso della burocrazia. [fumettoforumleft]L’Italia spicca anche per i costi dell’energia, con Cipro i più alti di tutta la zona euro. Quindi, nuova sollecitazione sul fronte riforme. A livello internazionale, invece, l’Italia è scesa dal 40esimo al 44esimo posto nella classifica della competitività stilata ogni anno dall’Institute for Management Development (Imd) di Losanna (Svizzera) ed è stata inserita anche tra i ”perdenti”, cioè tra i Paesi che hanno perso più di 5 posizioni dal 1997 ad oggi. La classifica, che comprende 60 Paesi e assegna il primo posto agli Usa, vede il peggioramento di Spagna (da 39 a 45), Portogallo (da 41 a 46 ) e in misura minore la Francia (da 29 a 28).

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani