Tassi in rialzo per i Bot a 6 mesi. Ripresa economica a fine 2013

Nell’ultima asta dell’anno, sono stati collocati dal Tesoro 8,5 miliardi di euro allo 0,95%. Rendimenti in calo invece sui Ctz, ma la ripresa economica ci sarà (forse) solo alla fine del 2013

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Nell’ultima asta dell’anno, sono stati collocati dal Tesoro 8,5 miliardi di euro allo 0,95%. Rendimenti in calo invece sui Ctz, ma la ripresa economica ci sarà (forse) solo alla fine del 2013

Mentre si tirano le somme del Natale più austero degli ultimi 10 anni, il Tesoro manda in scena l’ultima asta di Bot del 2012. In scadenza il 31 dicembre ci sono 10,35 miliardi di euro in Bot che devono essere rinnovati, ma a per via del calendario e delle festività, i nuovi buoni del Tesoro semestrali avranno data di regolamento il 2 gennaio, mentre per quanto concerne l’ammontare, il fabbisogno di cassa è risultato leggermente inferiore grazie al successo del Btp Italia dello scorso mese di novembre (Btp Italia, record di richieste, ma a caro prezzo).

 

Asta Bot 6 mesi: risultati del collocamento

In asta sono quindi andati 8,5 miliardi in Bot a 177 giorni e sono stati assegnati agli operatori con un rendimento medio dello 0,949%, leggermente in rialzo rispetto all’ultima asta di questo tipo, ma comunque abbondantemente sotto il tasso d’inflazione. L’anno si chiude comunque sotto buoni auspici per quanto riguarda i tassi di rifinanziamento del debito dello Stato – osservano gli operatori di Unicredit – sia sulla parte breve che sulla parte media della curva, ma le incertezze dovute al clima politico pre-elettorale potrebbero ancora giocare brutti scherzi nel corso dei primi mesi del 2013. Con  l’asta odierna dei Bot a sei mesi si è quasi concluso il collocamento dei titoli di stato per il 2012 (domani andranno in asta Btp per circa 6 miliardi di euro). Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha quindi comunicato che la circolazione dei Bot al 27 dicembre 2012 era pari a 176,19 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi di euro flessibili, 3 miliardi di euro trimestrali, 66,98 miliardi di euro semestrali e 99,98 miliardi di euro annuali. In asta sono stati assegnati oggi anche Certificati di Credito del Tesoro Zero Coupon (Ctz) per 3,25 miliardi di euro (il massimo della forchetta prevista alla vigilia) con un rendimento dell’1,884%, in calo rispetto all’1,923% dell’emissione precedente.

Per quel che riguarda invece le emissioni del prossimo anno, il calendario delle aste di titoli di Stato 2013 è stato strutturato in maniera identica rispetto a quelli degli anni precedenti, ovvero due collocamenti a metà mese e tre alla fine.

 

Per la Banca d’Italia la ripresa economica ci sarà solo a fine 2013

 

Sul piano prettamente economico, mentre gli esperti tirano le somme di un 2012 disastroso sotto il profilo delle politiche fiscali adottate dal governo dei tecnici, si cominciano a formulare le previsioni per l’anno che verrà. Secondo Bankitalia, l’economia italiana vedrà la ripresa solo alla fine del 2013, confermando quelle che erano già da tempo le proiezioni formulate da Confindustria e dalla CGIA di Mestre, non certo migliori di quelle dei banchieri. Il tasso di contrazione del Pil – osserva il vicedirettore di Bankitalia Fabio Panetta –  si è attenuato in questi ultimi mesi e ci si attende che l’assottigliamento della contrazione proseguirà anche nei prossimi mesi del 2013 sottolineando che per l’Italia il problema non è quello di intervenire sulla finanza pubblica ma è quello di tornare a crescere. Fin qui niente di nuovo, tutte cose che si sapevano già dallo scorso anno. La ripresa tornerà alla fine del 2013 ma occorre tornare a crescere stabilmente a ritmi robusti. Gli aggiustamenti strutturali non possono essere più rinviati – ha aggiunto Panetta – spiegando che il cammino non è facile. Per il Paese permangono grossi  fattori di incertezza tra i quali le imminenti elezioni e la domanda mondiale in calo, ma anche punti di forza come il debito privato, la ricchezza privata e la solidità del settore bancario. Per il banchiere, inoltre, le prospettive sono positive:  nei prossimi 50 anni non ci sarà in Italia un aumento della spesa per invecchiamento rispetto al Pil. Meglio dell’Italia sta solo la Lettonia.

 

 

 

Istat: a picco la fiducia delle imprese nel mese di Dicembre

 

Con un’altra ondata di rincari in arrivo dal 1 gennaio 2013, non c’era da aspettarsi nulla di buono per quanto riguarda la fiducia imprenditoriale italiana.

A dicembre, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane, è sceso a 75,4 da 76,5 del mese precedente (Italia: fiducia delle imprese mai così in basso dal 2006).

A rilevarlo è l’Istat aggiungendo che la riduzione dell’indice complessivo deriva dal calo della fiducia delle imprese dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio, solo parzialmente bilanciato dal lieve miglioramento registrato nell’industria. Le attese di produzione delle imprese manifatturiere peggiorano, ma migliorano i giudizi sugli ordini, mentre i giudizi sulle scorte di magazzino peggiorano. L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un peggioramento delle attese di produzione nei beni strumentali (da -2 a -6 il saldo) e una stabilità nei beni di consumo e in quelli intermedi.  Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia le attese sull’occupazione (da -50 a -51 e da -17 a -18 i rispettivi saldi). L’indice del clima di fiducia diminuisce sia nelle imprese dei servizi di mercato, da 73,4 di novembre a 71,9, sia in quelle del commercio al dettaglio, da 80,6 a 77,8. Nei servizi, peggiorano le attese sull’andamento dell’economia in generale ed i giudizi sugli ordini; migliorano, invece, le attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio l’indice del clima di fiducia diminuisce sia nella grande distribuzione (da 76,7 a 70,9) sia nella distribuzione tradizionale (da 87 a 85,3)

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