Tassi in calo per i nuovi Btp triennali. Lo Stato inizia a vendere gli immobili

Il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di euro di titoli di stato a media scadenza al 2,50%. Da inizio hanno i buoni poliennali hanno guadagnato circa il 20% di valore e i rendimenti adesso sono stabili. Intanto parte la vendita degli immobili pubblici

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Il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di euro di titoli di stato a media scadenza al 2,50%. Da inizio hanno i buoni poliennali hanno guadagnato circa il 20% di valore e i rendimenti adesso sono stabili. Intanto parte la vendita degli immobili pubblici

Scendono ancora i rendimenti dei titoli di stato italiani. Dopo il successo del collocamento di 6,5 miliardi di Bot ieri mattina, il Btp a 10 anni è tornato sopra i 104 punti con un rendimento del 4,60% a scadenza e una performance a 12 mesi di +19%. Il ritrovato clima di fiducia nei confronti dei titoli di stato italiani, i cui rendimenti si stanno allineando a quelli della media storica, ha dato impulso anche alle due emissioni di Btp programmate per oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

Rendimento Btp a 3 anni e risultati del collocamento 

Sul mercato è stato infatti collocato in asta un nuovo Btp a tre anni, con scadenza 1 dicembre 2015 per l’ammontare di circa 3,5 miliardi di euro il cui tasso lordo finale è stato determinato in 2,50% (2,75% nell’asta precedente) a fronte di una buona domanda offerta dagli operatori. Il Btp in questione – osservano i traders – è uno di quei titoli che ricade sotto l’ombrello protettivo della Bce (scudo anti spread) che, all’occorrenza, potrebbe acquistare sul mercato secondario in caso di nuove turbolenze o attacchi speculativi contro l’Italia. Ma a sostenere le quotazioni dei titoli di stato italiani è stata, oltre che l’esito positivo dell’asta spagnola (per 2 miliardi di bonos), anche l’attesa notizia del raggiungimento dell’accordo nella notte da parte dell’Ecofin sulla vigilanza unica bancaria europea a partire dal 2014 (Europa: si alla supervisione bancaria).

Un passo avanti – commentano a caldo dal Ministero dell’Economia – verso una maggiore stabilità del sistema creditizio europeo su cui potrà poggiare in futuro anche l’unione fiscale.  In asta sono poi andati anche 750 milioni di Btp 4.50% 1 marzo 2026 (IT0004644735) il cui prezzo ha superato i 97,60 per un rendimento finale del 4,75% (5,32% nell’asta precedente), con una performance annuale di oltre 22%.

 Positivi anche i commenti del direttore generale del debito pubblico Maria Cannata che ha dichiarato di aver messo in conto la volatilità dei mercati che di solito avviene in occasione della campagna elettorale, ma di essere rimasta anche sorpresa dalla risposta del mercato di questi ultimi giorni, segno evidente di un fiducioso ritorno alla stabilità.

 

Vendita immobili Stato: al via le prime cessioni per 1,2 miliardi di euro

 

Attraverso l’implementazione di un’apposita piattaforma digitale, l’Agenzia del Demanio si appresta a vendere o cedere in locazione centinaia di immobili pubblici, come previsto dalla legge. Tutte le fasi della gara, dalla consultazione del bando fino all’aggiudicazione della stessa, verranno infatti gestite per via telematica (http://demanio.asteimmobili.it). Dopo aver consultato i bandi ed essersi accreditati con firma digitale all’interno del sistema, gli utenti possono partecipare a tutte le fasi della gara telematica in modo sicuro e trasparente. “L’agenzia del Demanio ha individuato circa 350 immobili, del valore di circa 1,2 miliardi, potenzialmente conferibili a uno o più fondi immobiliari” ha detto il direttore direzione Finanza e privatizzazione del Tesoro, Parlato, durante un’audizione alla commissione Finanze della Camera. Parlato ha anche rivelato che da “una preliminare stima” il valore di mercato “delle unità immobiliari pubbliche” è di “340 miliardi di euro“. E che le amministrazioni pubbliche detengono partecipazioni in 7.300 società, di cui 6.000 dirette. L’80% delle partecipazioni fanno capo agli enti territoriali, il 3% allo Stato centrale.

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