Tassi in calo per i nuovi Btp, ma preoccupano le sofferenze delle banche

Il Tesoro ha collocato in asta tutti i 6,75 miliardi previsti con rendimenti in discesa nonostante lo spread a 280 punti. La Banca d’Italia ordina ispezioni in 20 banche italiane per quantificare i crediti deteriorati

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Il Tesoro ha collocato in asta tutti i 6,75 miliardi previsti con rendimenti in discesa nonostante lo spread a 280 punti. La Banca d’Italia ordina ispezioni in 20 banche italiane per quantificare i crediti deteriorati

Si è chiuso oggi il trittico di aste di titoli di Stato di fine mese. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 6,75 miliardi di euro in Btp con scadenze medio lunghe senza particolari difficoltà, nonostante lo spread btp bund sia tornato ad allargarsi a 280 punti e permanga l’incertezza del quadro politico legato a filo diretto con le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. In particolare ci si attende che vengano poste in essere quelle riforme istituzionali tanto attese in grado di rilanciare l’economia del paese affossata da una recessione continua che vede il Pil in profonda regressione anche quest’anno. Tranquillizza, comunque, gli investitori istituzionali stranieri il fatto che le finanze pubbliche siano sotto controllo e che la Bce potrebbe portare il costo del denaro a zero entro l’anno dando così una mano ai paesi europei in difficoltà per supportare la spesa per interessi del debito pubblico. Con le aste di oggi, l’Italia ha completato circa il 60% del funding totale previsto per il 2013, quindi oltre la metà del budget.

 

Asta Btp 3,50% 2018 e nuovo Btp 4,50% 2024 in dettaglio

 

TESORO

Entrando nel merito delle aste odierne, sono stati assegnati, in quinta tranche, dal Tesoro 3 miliardi di euro di Btp 3.50% 1 giugno 2018 (Isin IT0004907843) con un rendimento finale lordo pari a 3,22%, in calo risetto al 3,47% della precedente asta. Venduti anche 3,75 miliardi di euro di Btp di nuova emissione con cedola fissa del 4,50% 1 marzo 2024 con un tasso che si è attestato al 4,46%, in leggero ribasso rispetto al 4,45% della precedente asta. La domanda è stata buona, con un bid to cover medio del 1,40%, ma non entusiasmante, anche perché gli investitori sono adesso in attesa di conoscere le prossime mosse  del governo italiano in materia di politica fiscal, dopo la sospensione degli aumenti relativi all’Iva e al blocco dell’Imu sulla prima casa.

Tuttavia, per quanto riguarda i rendimenti specifici di oggi, a influire sui tassi nella parte lunga della curva è stata anche la percezione del peggioramento del quadro creditizio bancario italiano dopo il taglio del rating di 18 istituti di credito da parte di Standard & Poor’s che ha spinto la Banca d’Italia a effettuare una serie di ispezioni in vari istituti di credito. Ma che i mercati fossero già in apprensione lo si era capito già da ieri – osserva un trader – quando, nonostante il successo dell’asta dei Bot a sei mesi, lo spread è tornato ad allargarsi spingendo il rendimento del Btp decennale vicino al 4,50%.

 

Ispezioni Banca d’Italia in 20 istituti di credito

 

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La Banca ‘d’Italia sta ispezionando una ventina fra i principali gruppi bancari del paese estendendo le verifiche all’intero del portafoglio dei crediti e non più ai soli prestiti deteriorati. E’ quanto precisa il documento finale dell’analisi svolta a fine 2012 che ha portato a correzioni significative nei bilanci degli istituti di credito. L’azione di monitoraggio sulla qualità degli attivi bancari e sul livello delle rettifiche – riporta una nota del governatore Ignazio Visco (nella foto) – continuerà nel corso del 2013. I controlli, finora tenuti riservati ma rilevati dal Wall Street Journal, seguono quelli dello scorso autunno, che hanno portato la Banca d’Italia a ordinare alle banche di accantonare 3,4 miliardi di euro per evitare perdite su crediti inesigibili. L’attività investigativa che sta svolgendo la Banca d’Italia è conseguenza delle crescente preoccupazione per alcuni istituti di credito, primo fra tutti banca MPS, in mezzo a una marea montante di prestiti in sofferenza. Secondo indiscrezioni di stampa, i crediti deteriorati del sistema bancario italiano potrebbero essere più di quelli dichiarati a fine 2012 e, in un contesto di continua decrescita dell’economia interna, non è da escludere che le banche dovranno reperire al loro interno già quest’anno, senza alcun aiuto dello Stato, le risorse necessarie per ripristinare un sufficiente livello di liquidità anche ricorrendo a cessione di assets o a ulteriori ricapitalizzazioni, come sta accadendo per Barclay in Inghilterra.

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