Tassi in calo per i Bot, ma cresce ancora il debito pubblico

Collocati 6,5 miliardi di titoli statali a un anno con spread Btp Bund in allargamento a causa delle tensioni in Grecia. Senza freni la spesa per la pubblica ammistrazione italiana

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Collocati 6,5 miliardi di titoli statali a un anno con spread Btp Bund in allargamento a causa delle tensioni in Grecia. Senza freni la spesa per la pubblica ammistrazione italiana

Titoli di Stato ancora in tensione all’indomani del “nulla di fatto” della troika ad Atene. Concedere altri due anni di tempo alla Grecia per riportare il deficit sotto il 3% comporterebbe una spesa aggiuntiva per gli stati membri di 32 miliardi di euro col rischio di non centrare comunque il risultato. E l’Austria ha già detto che non verserà più soldi per la Grecia, mentre il Fondo Monetario Internazionale non è d’accordo con la UE sulle modalità di concessione dei finanziamenti e tutto è stato rinviato al 20 novembre.

 

Asta Bot 1 anno: i risultati del collocamento

Così, in questo clima di incertezza generale che ha portato lo spread  Btp Bund a 370 punti e i Btp decennali sopra il 5%, il Ministero dell’Economia ha predisposto il collocamento di 6,5 miliardi di Bot a 364 giorni, in sostituzione di 5,5 miliardi in scadenza il 14 novembre. L’aria che si respira nelle sale operative è pesante perché condizionata, oltre che dalle preoccupazioni economiche, anche da quelle politiche che non delineano un quadro chiaro per il futuro del paese e Roma è sempre più vista come la prossima candidata a chiedere aiuti all’Unione Europea. L’asta dei Bot si è comunque chiusa con rendimenti finali in calo, al 1,76%, rispetto al mese scorso (1,94%) e con una domanda pari a 1,76 volte l’ammontare richiesto. Ma v’è da dire che  i tassi a breve termine, sia in Italia che Spagna, continuano ad essere condizionati dall’occhio vigile della Bce che potrebbe intervenire acquistando massicciamente titoli fino a tre anni nel caso in cui i rendimenti si dovessero impennare. E’ saltata, invece l’asta dei Bot trimestrali prevista per oggi poiché  – spiega in una nota il Dipartimento del Tesoro – non c’era esigenza di cassa a brevissimo termine.

 

 

Sale a 170 miliardi di euro il debito a breve termine dello Stato

 

Intanto aumenta la circolazione dei Bot – come comunicato dal Mef – che a fine Ottobre erano a quota 169 miliardi e con quest’ultima asta ha raggiunto i 170 miliardi di euro, record assoluto per l’emissione di titoli di Stato. Un dato non certo incoraggiante, anche perchè – si è appreso in mattinata dalla Banca d’Italia – il debito pubblico italiano ha raggiunto il nuovo massimo storico a quota 1.995 miliardi di euro a causa del maggior fabbisogno del mese di settembre della pubblica amministrazione per 19,5 miliardi (Debito pubblico italiano: voragine senza fondo, nuovo record a settembre).

Tuttavia, “il 2013 sarà un anno meno pesante e meglio distribuito per quanto riguarda le scadenze dei titoli di Stato”. Lo ha detto il direttore generale del debito pubblico del Tesoro Maria Cannata, durante un convegno, spiegando che il fabbisogno sarà di “circa 20 miliardi inferiore”, mentre le emissioni lorde totali saranno “più basse di circa 60 miliardi”. Cannata ha aggiunto che “anche il 2014 sarà meglio distribuito, mentre il 2015 sarà di nuovo un anno impegnativo”. Più in generale, però, c’è notare un timido ritorno di fiducia nei confronti dell’Italia in questa seconda parte dell’anno. Lo si apprende dal rapporto della Banca d’Italia secondo il quale i debiti delle famiglie restano “contenuti” mentre “il principale rischio è rappresentato dalla debole dinamica del reddito”. Il calo dei rendimenti sui titoli di Stato e la ripresa degli acquisti esteri “denotano un ritorno di fiducia nella sostenibilità dei conti pubblici italiani”, anche se i maggiori rischi vengono dall’incertezza del quadro politico: un rischio per il costo del debito. Ma già dal 2013 sarà possibile stabilizzare il rapporto debito Pil.

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