Tassi Btp in rialzo dopo il downgrade della Spagna

Assegnati in asta dal Tesoro nuovi Buoni poliennali a tre e cinque anni con prezzi in ribasso. Il Tesoro sta pensando di allungare la vita media del debito e studia un'emissione a 30 anni

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Assegnati in asta dal Tesoro nuovi Buoni poliennali a tre e cinque anni con prezzi in ribasso. Il Tesoro sta pensando di allungare la vita media del debito e studia un'emissione a 30 anni

 

Rendimenti in leggero rialzo per i Btp a tre e cinque anni offerti oggi in asta. Già ieri il tasso dei nuovi Bot a un anno venduti dal Tesoro aveva dato un’indicazione negativa agli operatori, ma oggi, complice anche lo spread che ha superato i 360 punti e il taglio del rating della Spagna da parte di Standard & Poors’s a BBB-, è arrivata la conferma dalla vendita dei titoli a medio e lungo termine. Nel dettaglio, sono stati aggiudicati 3,75 miliardi di euro di Buoni poliennali con scadenza 15 luglio 2015, tasso d’interesse annuo lordo del 4,50% (ISIN IT0004840788), con un rendimento lordo a scadenza del 2,86%, in rialzo rispetto al 2,75% del mese scorso. Stesso andamento per i Btp con scadenza 15 settembre 2016, tasso di interesse annuo lordo del  4,75%, (ISIN IT0004761950) che sono stati venduti per 846 milioni di euro a fronte di un rendimento finale del 3,42%, in rialzo rispetto al 3,26%. Con queste ultime emissioni, il fabbisogno dello Stato è stato coperto per l’84% e ormai manca poco al completamento della fase di rifinanziamento più difficile della storia d’Italia. In un’intervista riportata da Bloomberg, il direttore generale del dipartimento del Debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, ha precisato che il prossimo anno il bisogno di finanziamento netto dell’Italia sarà inferiore di 20 miliardi di euro e sarà sicuramente un anno meno stressante a livello di emissioni con scadenze molto meglio distribuite nel corso dell’anno. Cannata auspica di allungare la vita media del debito che alla fine di quest’anno stima pari a 6,7 anni. “Per farlo – dice – c’è la necessità di lanciare un nuovo benchmark a 15 anni, anche a 30 anni, perché no, sempre se riusciremo a verificare che la domanda è abbastanza forte per giustificarlo”.

 

 

Tassazione delle rendite finanziarie e imposta di bollo fanno volare le entrate erariali

 

Intanto, sul fronte dei conti pubblici, il Dipartimento delle Finanze del Ministero ha comunicato che nel periodo gennaio-agosto 2012 le entrate tributarie erariali si sono attestate a 268.736 milioni di euro, mostrando una crescita del 4,1% (+10.462 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ai fini di un confronto omogeneo, al netto dell’imposta sostitutiva una tantum sul leasing immobiliare registrata nel mese di aprile 2011, le entrate tributarie erariali presentano una crescita tendenziale pari al 4,6%. Fra le varie voci di entrata, balza all’attenzione l’incremento del gettito delle imposte dirette relativo all’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale (+1.995 milioni di euro, pari a +48,2%) influenzata da diversi fattori di carattere tecnico-normativo e, in particolare, dalla recente riforma del regime di tassazione delle rendite finanziarie. In crescita significativa anche l’imposta di bollo che registra un incremento del 149,4% (+2.972 milioni di euro) dovuto alle modifiche normative apportate con i provvedimenti della seconda metà del 2011 alle tariffe di bollo applicabili su conti correnti, strumenti di pagamento, titoli e prodotti finanziari, nonché all’anticipo del versamento dell’acconto sull’imposta di bollo. Sul risultato incide positivamente, inoltre, il versamento del 16 luglio del “bollo speciale per le attività finanziarie scudate”.

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