Tassi Btp in forte calo dopo l’asta del Tesoro

I mercati obbligazionari tirano il fiato e i rendimenti dei titoli di stato a lunga scadenza scendono ancora. Mentre l’Ue lancia l’allarme sull’Italia, gli investitori tornano a comprare il tricolore

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I mercati obbligazionari tirano il fiato e i rendimenti dei titoli di stato a lunga scadenza scendono ancora. Mentre l’Ue lancia l’allarme sull’Italia, gli investitori tornano a comprare il tricolore

Positivo il collocamento di oltre 7 miliardi di titoli di stato a lunga scadenza. Dopo il successo di ieri dell’asta per 11 miliardi di euro di Bot con tassi che si sono attestati ai minimi storici, il Tesoro ha piazzato oggi Btp a 3 e 15 anni e CCTeu 2028 con rendimenti che non si vedevano da tempo e da far dimenticare, anche solo per un momento, la crisi economica che avvinghia l’Italia. Lo spread sotto i 300 punti e il rendimento del Btp decennale al 4,3% sono due importanti indicatori finanziari del fatto che gli investitori internazionali considerano adesso l’Italia un po’ più affidabile di un anno fa. L’uscita ufficiale dalla procedura d’infrazione (a maggio) per lo sforamento dei parametri di Maastricht non è passato inosservato agli investitori internazionali, nonostante le agenzie di rating e gli economisti di Bruxelles continuino a tenere il nostro paese sotto stretta osservazione, soprattutto in un difficile momento di vuoto politico e di stallo istituzionale come quello che Roma sta attraversando. Ma tant’è, quello che conta, alla fine, sono i numeri dell’asta odierna (Il governo peggiora le stime sul debito/Pil 2013).

 

Asta Btp a 3 anni in dettaglio

 

btp2028

La domanda degli operatori nazionali e internazionali verso le tre aste di titoli di stato appena concluse è stata buona. Il nuovo Btp a 3 anni scadenza 15 maggio 2016 e tasso di interesse fisso al 2,25% è stato venduto per 4 miliardi di euro e la cifra è stata interamente sottoscritta dagli operatori accreditati dalla Banca d’Italia con una buona domanda. Il risultato finale dell’asta è stato di un rendimento pari al 2,29%, in ribasso rispetto alla precedente emissione di titoli triennali indetta dal Tesoro e sulla scorta di quanto già anticipato ieri con lo schiacciamento dei rendimenti sulla parte breve della curva. Da non dimenticare che tutti i titoli di stato fino a tre anni di durata godono anche del “privilegio” di rientrare nello scudo anti-spread attivato dalla Banca Centrale Europea lo scorso anno e, finora, mai utilizzato.

 

Asta Btp a 15 anni e CCTeu indicizzati all’inflazione: risultati del collocamento

In asta sono andati anche 1,7 miliardi di euro in Btp a 15 anni (IT0004889033), con scadenza 1 settembre 2028 e tasso fisso al 4,75%. L’importo richiesto da Tesoro anche qui è stato interamente soddisfatto dagli investitori che hanno sottoscritto interamente la quarta tranche del titolo a fronte di un rendimento lordo finale pari al 4,68% (vedi grafico), in calo rispetto alla precedente emissione.  Sul mercato sono andati, infine, anche 1,5 miliardi di CCTeu (IT0004889033), titoli di stato indicizzati all’inflazione dell’area euro, scadenza 1 settembre 2028, che hanno segnato un tasso lordo pari al 2,74%.

 

Bond Efsf: nuovo collocamento con l’arrivo della bella stagione

 

salvataggio

Il buon momento del mercato dei titoli di stato europei, dopo la risoluzione della questione Cipro, ha ridato smalto e vigore anche alle emissioni sovranazionali che hanno visto Bei, Kfw e altri organismi internazionali tornare ad emettere con maggiore frequenza obbligazioni per finanziare i propri programmi di sviluppo. Fra questi enti, merita sicuramente attenzione l’European Financial Stability Facility (Efsf), meglio conosciuto come “Fondo Salva Stati”  che ha appena collocato sul mercato del debito un’emissione obbligazionaria di 8 miliardi di euro (EU000A1G0BB2). L’operazione, curata da un pool di banche composto da Bnp Paribas, Goldman Sachs e Hsbc, ha una durata di cinque anni (16 aprile 2018), paga una cedola dello 0,875% (pari a un premio di 9 punti base sopra il midswap) ed è stata emessa (e riofferta) al presso unitario di 99,606. L’emittente vanta come rating Aa1 da Moody’s e AA+ da S&P. Il titolo sarà quotato sulla piazza lussemburghese ed è negoziabile per tagli da 1.000 euro.

 

Crisi economica Italia: cala ancora la produzione industriale e la Ue lancia l’allarme

Ma se la finanza sembra ritrovare un certo tono, l’economia va sempre peggio. L’indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dello 0,8% su base mensile a febbraio. Lo comunica l’Istat, sottolineando che nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice ha registrato una flessione dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Ma non è solo questo dato ad allarmare gli economisti. In Italia – secondo la Commissione europea – persistono squilibri macroeconomici che richiedono monitoraggio e azione decisiva. Gli esperti di Bruxelles invitano quindi a combattere contro il calo dell’export, la perdita della competitività e il debito elevato che resta un grave problema. Per la Ue l’Italia è sempre vulnerabile ai repentini cambiamenti dei mercati e permane quindi il rischio di contagio al resto dell’eurozona se si dovesse intensificare nuovamente la pressione sul debito italiano. Esortazione sul fronte delle riforme e per un fisco più amico della crescita. Si chiede anche di rafforzare la concorrenza e di migliorare il sistema scolastico.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp

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