Asta Ctz e Btp. tassi ai minimi, ma l’economia reale è in ginocchio

Crollano i rendimenti dei titoli zero coupon e Btp indicizzati all’inflazione e lo spread scende sotto i 270 punti. Benefici che però non si percepiscono a livello economico con 4 milioni di poveri

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Crollano i rendimenti dei titoli zero coupon e Btp indicizzati all’inflazione e lo spread scende sotto i 270 punti. Benefici che però non si percepiscono a livello economico con 4 milioni di poveri

Torna il sereno sui mercati dei titoli di stato. Con lo spread a 265 punti base e il Btp decennale sotto la soglia del 4% lordo (3,91%), le finanze italiane possono tornare a respirare un sospiro di sollievo, anche se appare presto per cantare vittoria. L’economia reale marcia in senso opposto e, stando ai calcoli dell’Istat, c’è un’area di povertà dilagante in Italia. Inoltre la politica non è ancora in grado di dare risposte concrete all’emergenza di erosione dei redditi delle famiglie alle prese con una pressione fiscale asfissiante.

 

Asta titoli di stato Ctz 2014 e Btp€i in dettaglio

 

In questo contesto economico finanziario, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto in mattinata l’assegnazione di nuovi Ctz, Certificati di credito del Tesoro zero coupon, e di Btp€i, i Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro. Più in dettaglio, sono stati assegnati in asta 2,5 miliardi di euro di Ctz a due anni (settima tranche) con decorrenza 1 gennaio 2013 e scadenza 31 dicembre 2014 (IT0004890890) offrendo un rendimento lordo a scadenza del 1,167%, in ribasso rispetto all’emissione precedente. Tassi in calo anche per i tassi della emissione di Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro a dieci anni. Il Tesoro ha venduto 750 milioni di Btp€i (IT0004243512) con decorrenza 15 marzo 2007, scadenza 15 settembre 2023, offrendo un tasso di interesse al 2,65%, in calo rispetto alla tranche precedente.

 

4 milioni di poveri, più del 6% della popolazione italiana

 

Ma se la finanza tira un sospiro di sollievo e i conti pubblici sono in sicurezza, l’economia reale affonda e le classi meno abbienti ne pagano le conseguenze.”Si può stimare un’area della povertà assoluta che raggiunge oggi oltre 4 milioni di persone”. E’ quanto si legge nella relazione presentata da Rete Imprese Italia in audizione al Senato. Per l’associazione, si tratta di una valutazione prudenziale in quanto i poveri assoluti sono passati da 2,3 milioni del 2006 a 3,5 milioni nel 2011. “La crisi finanziaria, trasformandosi in crisi economica, è ormai prossima alla crisi sociale”.Crollano anche i consumi che scendono del 4% nelle prime 14 settimane del 2013, rispetto al 2012, come rileva l’Istat. Oltre 7 famiglie su 10 (71%) negli anni della crisi hanno modificato quantità e qualità dei prodotti acquistati, eliminando anche le spese per visite mediche, analisi cliniche e radiografie. Il 62,3% delle famiglie italiane vanno a fare la spesa nei luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti. Lo rilevano i dati Istat citati dal presidente Giovannini durante l’audizione sul Def davanti alle Commissioni speciali. La punta massima si è verificata nel Mezzogiorno (dal 65% al 73%).

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp, Ctz

I commenti sono chiusi.