Tassazione rendite al 26% dal 1 luglio. Renzi ha tradito i risparmiatori

Il leader del PD se ne frega degli italiani e dal 1 luglio alza le imposte del 30% su conti correnti e obbligazioni. Mondo bancario in preallarme, si teme chiusura di conti e fuga capitali all’estero

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il leader del PD se ne frega degli italiani e dal 1 luglio alza le imposte del 30% su conti correnti e obbligazioni. Mondo bancario in preallarme, si teme chiusura di conti e fuga capitali all’estero

Renzi alza le imposte sui risparmi del 30%. Dal prossimo 1 luglio gli interessi che matureranno sui conti correnti, sui depositi postali, sui fondi d’investimento, sulle obbligazioni e, più in generale, su tutto ciò che non riguarda i titoli di stato, verranno tassati alla fonte del 26%.

 

Il decreto 66/2014 (art. 3) stabilisce infatti l’aliquota del 26% per la tassazione delle rendite finanziare attualmente tassate con aliquota al 20%, in particolare per le ritenute e per le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’art. 44 T.U.I.R., nonché sui redditi diversi di cui all’art. 67, co. 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), T.U.I.R., tra cui rientrano: gli interessi e altri proventi derivanti da conti correnti e depositi bancari e postali, gli interessi derivanti da obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie di cui all’art. 26, D.P.R. n. 600/1973; i proventi di fondi comuni comunitari o di Stati “white list”; i proventi di polizze vita; i dividendi; le plusvalenze e minusvalenze non qualificate.

 

Per i titoli di stato l’aliquota rimane al 12,50%

[fumettoforumleft]Restano fuori dall’applicazione della nuova aliquota gli interessi e i redditi diversi derivanti dai titoli di Stato e degli enti territoriali italiani, nonché quelli derivanti da titoli emessi “dagli Stati – cosiddetti Stati “white list” – inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’art. 168-bis, comma 1, del testo unico n. 917/1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati”. Per le rendite derivanti da titoli di Stato italiani e di enti territoriali italiani, nonché per quelle derivanti da titoli di Stato dei Paesi “white list”, la tassazione resta al 12,5%, aliquota che viene estesa anche ai titoli emessi da enti territoriali dei suddetti Stati “white list”.

 

Renzi ha tradito i risparmiatori italiani

 

conti-e-depositi

I risparmiatori sono stati cosi letteralmente traditi dalle promesse da un ciarlatano di sinistra (sostenuto dal centrodestra) con il compiacimento di parte dell’opposizione che ora strumentalizza la manovra in campagna elettorale. Renzi ha di fatto tradito, non solo i risparmiatori, ma anche la Costituzione laddove ne tutela il risaprmio (art.47) e il ceto bancario che attraverso l’ABI aveva pesantemente disapprovato e contestato tale inasprimento dell’aliquota temendo una fuga dei risparmi dalle banche italiane. Finora nulla di ciò è successo, ma è ragionevole pensare – come riportano gli esperti dell’Università Bocconi di Milano – che presto o tardi molte famiglie cominceranno a ritirare i propri depositi o ad alleggerire i conti. Perché i risparmiatori, fra imposte sui conti correnti, sulle rendite finanziarie sui contratti di borsa (tobin tax), sui depositi, non si sentono più al sicuro. E come dargli torto? Neanche Monti aveva osato tanto, nonostante l’innalzamento delle aliquote fosse stato osteggiato dai risparmiatori. L’aumento delle imposte sulle rendite finanziarie partì, infatti, dal 1 gennaio 2012, cioè con il nuovo esercizio finanziario e fiscale, non il 1 luglio, cioè a metà dell’anno. Questo dimostra, oltre che disprezzo da parte di Renzi nei confronti dei risparmiatori, anche profonda ignoranza in materia.  Tutti i dividendi che verranno staccati dalle società quotate saranno infatti tassati con un’aliquota superiore dopo il 1 luglio 2014, creando disparità di trattamento nei confronti di chi i dividendi li percepisce entro il 30 giugno, nonostante siano di competenza dello stesso esercizio finanziario. Una vergogna! Ma non è solo questo. A essere maggiormente colpite da questa scellerata manovra sono soprattutto le obbligazioni. Più di un quarto degli interessi e degli eventuali guadagni se ne andrà in tasse, il che renderà per un investitore retail sconveniente assumersi un certo grado di rischio sapendo in partenza che non verrà adeguatamente remunerato perché lo Stato si tratterrà il 26% dei proventi.

 

Le banche temono la fuga di capitali e la chiusura dei conti correnti

 

blog_grillo_tasse_rendite-300x231

Il piccolo risparmiatore, quello che impiega il TFR per arrotondare la pensione o colui che ha risparmiato una vita per assicurare un avvenire ai propri figli, si vedrà quindi, dal prossimo mese di Luglio, decurtare gli interessi del 30% in più su obbligazioni, quote di fondi, conti correnti, ecc. Spesso, considerato che i tassi di riferimento sono prossimi a zero e la remunerazione sul conto corrente è minima, quel poco che maturava serviva a pagare le spese bancarie e i balzelli di tenuta conto. Ma adesso, con questa nuova tagliola, a cosa serve tenere i soldi in banca? A cosa serve investire in bond sapendo già in partenza che tutto o quasi tutto il ricavato se ne andrà in tasse? Le soluzioni, come già anticipato, non sono molte purtroppo, ma quella più efficace, giunti a questo punto, è quella di chiudere conti e depositi e tenere i soldi in cassaforte. Se non altro ci si mette al riparo da impreviste tasse patrimoniali che il governo Renzi potrebbe  inventarsi di notte. Per chi volesse continuare a investire in tutta tranquillità, invece, il consiglio è quello di portare i soldi presso banche estere. E’ perfettamente legale e spesso i costi sono inferiori a quelli delle banche italiane. Basta dichiararlo. Per gli obbligazionisti, infine, l’unica via percorribile è quella dei titoli di stato (non solo italiani) emessi da stati “white list”, ma gli interessi purtroppo sono talmente risicati che quasi non conviene.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Titoli di Stato Italiani

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.