Tango bond, l’Argentina apre le danze elettorali con l’annuncio a sorpresa di Macri

Rendimenti in calo in Argentina dopo il colpo a sorpresa messo a segno dal presidente Macri mercoledì. Ecco perché il mercato spera.

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Rendimenti in calo in Argentina dopo il colpo a sorpresa messo a segno dal presidente Macri mercoledì. Ecco perché il mercato spera.

Annuncio a sorpresa del presidente Mauricio Macri l’altro ieri, quando ha comunicato il nome del candidato alla vicepresidenza per le elezioni di ottobre. A correre, al posto dell’attuale numero due di Casa Rosada, Gabriela Michetti, sarà Miguel Pichetto, avversario dell’attuale presidente e parte dell’opposizione peronista moderata, da anni in rotta di collisione con l’ex presidenta Cristina Fernandez de Kirchner, la quale correrà alle prossime elezioni come vicepresidente e che nei sondaggi sarebbe testa a testa con Macri.

Il mercato è da tempo spaventato dello scenario di un ritorno al potere dei peronisti, ostili al mondo delle imprese e agli investitori finanziari e che nei 12 anni trascorsi al governo fino alla fine del 2015 hanno devastato l’economia argentina, già provata dal default del 2001, isolandola dal resto del mondo.

In Argentina rendimenti stellari sui titoli a breve e Macri si appella alla Fernandez

La nomina di Pichetto rinvigorirebbe le quotazioni di Macri, dividendo i peronisti e ampliando potenzialmente la base del consenso del centro-destra. Il cambio tra peso argentino e dollaro si è rafforzato del 2,6% negli ultimi due giorni, attestandosi in area 43,50, pur continuando a perdere circa il 13,5% quest’anno. In rally i bond governativi. Quelli in euro con scadenza gennaio 2027 e cedola 6,875% hanno guadagnato il 5,8%, mentre i titoli denominati in dollari e scadenza 2028, cedola 5,875%, hanno fatto pure meglio, esibendo un robusto +6,2% e scendendo di rendimento da oltre il 12% al 10,70%. Bene sono andati persino i bond denominati in pesos argentini ed emessi dalla Banca Europea per gli Investimenti con scadenza 30 gennaio 2020: +7,3%.

Possibile prosecuzione del rally

A proposito: che il rischio sovrano resti altissimo lo segnalano anche i cds a 5 anni, nei pressi dei 1.000 punti base, pur in calo di una cinquantina di punti proprio dall’annuncio di Macri, i quali implicano una probabilità avversa sul fronte creditizio del 16,50% entro un quinquennio. In pratica, gli investitori istituzionali che volessero tutelarsi contro il rischio default dell’Argentina dovrebbero pagare circa il 10% del valore dell’investimento, quasi 5 volte in più di quanto il mercato pretende per garantire i BTp.

I tango bond crollano sui timori di un ritorno di Kirchner 

L’inflazione in Argentina morde ed è arrivata a maggio al 56%, con la conseguenza che la banca centrale ha dovuto alzare i tassi in area 68%, facendo esplodere le cedole dei bond emessi nel 2017 e con scadenza nel 2020, legate proprio ai tassi dell’istituto, i quali allora viaggiavano al 24%. Peccato che questi bond in pesos siano poco liquidi, essendo per il 40% dei 2,4 miliardi di dollari di controvalore nelle mani di PIMCO, il fondo obbligazionario numero uno al mondo. Il rally obbligazionario potrebbe continuare nelle prossime settimane, qualora tra prezzo del petrolio in calo e cambio stabile nel secondo trimestre l’inflazione dovesse avere raggiunto il picco massimo e segnalare una promettente inversione di tendenza con l’arrivo dell’estate e prima delle elezioni. Al netto delle tensioni legate al voto, il mercato sconterebbe un allentamento monetario non lontano, a beneficio dei prezzi dei “tango bond”.

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