Sukuk bond: quelli del Pakistan rendono il 5,50%. Conviene?

Il Pakistan emette sukuk bond per 1 miliardo di Usd (XS1501659384). Pil in forte crescita, ma economia povera

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Il Pakistan emette sukuk bond per 1 miliardo di Usd (XS1501659384). Pil in forte crescita, ma economia povera

Il Pakistan torna ad emettere sukuk bond (Shariah-compliant sukuk bonds). In gergo, si tratta di obbligazioni islamiche collocate sui mercati internazionali, ma che godono degli stessi diritti degli altri titoli di stato di altri Paesi.

Più precisamente, il Pakistan ha collocato presso investitori istituzionali un nuovo bond da 1 miliardo di dollari (Usd) ricevendo offerte per 2,4 miliardi da parte di fondi d’investimento e operatori istituzionali. La nuova obbligazione governativa è stata quindi prezzata alla pari, ha durata cinque anni e corrisponde una cedola annuale a tasso fisso del 5,50% che verrà corrisposta ogni sei mesi. Il bond (codice ISIN  XS1501659384) è quotato presso la borsa del Lussemburgo e negoziabile per importi minimi di 200.000 Usd. L’obbligazione è stata emessa col fine di rifinanziare debiti in scadenza e, in particolare, le obbligazioni con cedola 6,875% in scadenza il prossimo mese di giugno 2017 (codice ISIN USY8793YAM40), il cui rendimento è sceso al 3,4%. Il Pakistan, tuttavia, viste anche le favorevoli condizioni di mercato e le prospettive di crescita economica, punta nei prossimi mesi ad emettere anche obbligazioni con durata 10 anni. Il rating sul debito del Pakistan è basso: B3 per Moody’s e B- per Standard & Poor’s con out look stabile.

Pakistan, l’economia cresce più del 4,5% all’anno

Secondo i dati della Banca Mondiale, il tasso di crescita del Pil del Pakistan per il corrente anno fiscale (2015/16) si attesterà al 4.5 % (in crescita rispetto al 4.24 % del 2014/15 ed al 4% dell’anno ancora precedente) ed aumenterà al  4.8 % per l’anno fiscale 2016/17, grazie soprattutto al contributo del settore terziario. Mentre i consumi privati, che rappresentano il 90% della domanda aggregata, sono aumentati anche grazie alle ingenti rimesse estere (con un record di 18.7 miliardi di Usd nel 2014/15) provenienti soprattutto da Regno Unito e dai Paesi del Golfo.

A preoccupare, invece, sono i dati sugli investimenti. Nel 2014/15, gli investimenti privati sono stati pari al 9.7% del Pil – un dato nettamente inferiore alla media sud-est asiatica che si attesta intorno al 30% e che evidentemente riflette sia le perduranti preoccupazioni sulla volatilità del contesto di sicurezza, il deficit energetico che impedisce l’utilizzo della piena capacità produttiva e, in generale, il contesto economico globale, sia il limitato tasso di risparmio privato (circa al 10% rispetto al 30% delle maggiori economie asiatiche).

Pakistan, debito/Pil al 64% e inflazione al 4%

Positivi i dati sui rapporti debito/Pil (64.6% per il 2014/15) e deficit/PIL (5.3%) che mostrano un trend decrescente, nonostante le ingenti spese per il settore militare e le operazioni anti-terroristiche. Nonostante l’impegno del Governo, uno dei principali ostacoli alla riduzione del deficit è tuttora rappresentato dal sistema fiscale e dal suo “enforcement”, soprattutto a causa di numerosi “Statutory Regulatory Orders” (SROs) che garantiscono esenzioni e concessioni fiscali. Nonostante la politica monetaria espansiva della State Bank of Pakistan, l’inflazione si è drasticamente ridotta nel corso dell’ultimo anno – complice anche la situazione internazionale – passando dall’8% del giugno 2014 al 4% un anno dopo.

Pakistan: economia povera e arretrata

L ’economia pakistana è povera e arretrata, come nella maggior parte dei paesi emergenti, fondata prevalentemente sull’agricoltura, alla quale si dedica al metà della popolazione attiva e sulla cui produzione si basano anche il commercio estero e l’industria. I piani di sviluppo del paese, che si colloca fra i meno sviluppati, prevedono come obbiettivi prioritari il potenziamento delle infrastrutture agricole, in modo da raggiungere l’autosufficienza alimentare di base, il rafforzamento del settore privato dell’industria e la qualificazione professionale di un numero congruo di lavoratori pakistani da inviare all’estero. Si sta cercando di andare verso il libero scambio e di far diminuire l’intervento dello Stato nell’economia. Molti aiuti sono arrivati dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale ma non sono stati sufficienti per abbattere il debito estero.

Ulteriori difficoltà sono sorte dal 1998 in avanti a seguito delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale per gli esperimenti nucleari effettuati. Queste sanzioni sono state tolte solo ora dopo che il Pakistan si è schierato con la coalizzazione internazionale contro il terrorismo.

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