Stretta Monetaria non coordinata tra Fed e BCE ed effetti sui prezzi dei bond

La fine de QE e l'ulteriore stretta monetaria della Fed alimentano il rischio sui titoli di stato tedeschi. Il commento degli esperti di Hedge Invest SGR

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La fine de QE e l'ulteriore stretta monetaria della Fed alimentano il rischio sui titoli di stato tedeschi. Il commento degli esperti di Hedge Invest SGR

Nelle ultime due giornate, abbiamo assistito ad una stretta monetaria globale di notevole entità. La Fed ha alzato i tassi, mentre la BCE ha annunciato il tapering del QE per fine anno. Si tratta di una stretta monetaria non coordinata, ma casuale tra le due aree economiche più grandi al mondo, l’America e l’Europa.

Riteniamo – dice Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit, Hedge Invest SGR – che l’effetto moltiplicatore monetario del QE sia stato molto alto. Pensiamo dunque possa avere un impatto molto rilevante sull’economia e sulle condizioni finanziarie il cambiamento di politiche: quando la massa monetaria verrà assorbita, o si tenterà di assorbirla, impatterà negativamente la maggioranza degli strumenti finanziari, soprattutto quelli agli estremi del risk spectrum.

In questo contesto – prosegue Lanza – l’asset class in assoluto più costosa rimane l’ obbligazionario, soprattutto i titoli governativi tedeschi. Siamo positivi in questo momento solo sulla parte “event”: fusioni e acquisizioni permettono di estrarre valore dalla struttura di capitale delle aziende target. La maggior parte di queste operazioni saranno ad altissimo contenuto di debito: nei prossimi mesi, da un lato, la convergenza delle Banche Centrali su una normalizzazione delle politiche monetarie e dall’altra parte i settori telecom, media, e retail, spinti a operazioni M&A difensivi che portano ad un aumento della leva finanziaria creeranno una pressione notevole nel mondo obbligazionario.

Siamo molto liquidi nella gestione delle posizioni del portafoglio – conclude Lanza – ed estremamente cauti su tutto quello che è fixed income, spesso con delle posizioni ribassiste opportunistiche sulla parte core Europa, titoli tedeschi, olandesi e francesi, in quanto molto sopravvalutati. Ci aspettiamo un’estate probabilmente molto difficile anche sotto il profilo della liquidità: la recente crisi del debito italiano ha evidenziato come anche sui titoli più scambiati i costi di transazione possono salire molto rapidamente.

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Argomenti: Bond Germania