Standard & Poor’s patteggia 1,5 miliardi di risarcimento

Per aver gonfiato le valutazioni di assets obbligazionari legati ai mutui subprime. Gli analisti americani dovranno rispondere anche in Italia per i fatti del 2011

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Per aver gonfiato le valutazioni di assets obbligazionari legati ai mutui subprime. Gli analisti americani dovranno rispondere anche in Italia per i fatti del 2011

Standard & Poor’s pagherà agli Stati Uniti 1,5 miliardi di dollari. Questo, in sostanza, è l’accordo che in legali della nota agenzia di rating hanno stretto con la Federazione Usa per chiudere la causa che era stata intentata  contro gli analisti per avere assegnato valutazioni gonfiate a obbligazioni legate a mutui prima della crisi finanziaria del 2008.  Il risarcimento è più alto di quanto era stato anticipato da Investireoggi.it lo scorso mese di gennaio e probabilmente l’asticella è stata alzata dalla procura federale dopo i calcoli effettuati per stabilire i congrui indennizzi alle parti lese. La sentenza eviterà il processo a S&P e l’incertezza di una condanna che, alla fine, potrebbe anche essere più pesante del patteggiamento   Risarcimento record per un’agenzia di rating   Il patteggiamento come si legge in una nota di Mcgraw Hill Financial, che controlla S&P financial services e quindi anche l’agenzia di rating, la società pagherà 678,5 milioni di dollari al dipartimento di giustizia americano e altri 687,5 milioni a 19 stati dell’unione e al distretto di Columbia, dove si trova la capitale Washington, per un totale di 1,375 miliardi di dollari. altri 125 milioni di dollari sono gli esborsi per chiudere una causa separata con il California Public Employees’ Retirement System (Calpers, uno dei maggiori fondi pensione americani) e relativa a valutazioni su tre strumenti di investimento strutturati. per un totale appunto di 1,5 miliardi di dollari.  un risarcimento da record nessuna agenzia di rating ha prima d’ora pagato una cifra simile per risolvere accuse legate a frodi che hanno portato alla crisi.   Rating tarocchi di S&P anche in Italia   La tesi sostenuta dal governo statunitense era quella di considerate “colpevole” S&P di aver fuorviato gli investitori dando rating massimi a bond garantiti da mutui residenziali. Rating che si sono rivelati sovrastimati rispetto a un mercato immobiliare poi collassato, dando il via a una serie di downgrade e contribuendo alla peggiore crisi dalla grande depressione degli anni ’30. come parte dell’intesa tuttavia, S&P non ammette di avere compiuto atti sbagliati. nel dare la notizia, Mcgraw Hill ha spiegato che i patteggiamenti saranno riflessi nei conti del quarto trimestre che verranno diffusi il prossimo 12 febbraio. Standard & Poor’s, è sotto inchiesta anche in Italia per aver taroccato il rating del debito sovrano alla vigilia dell’attacco speculativo ai Btp nel 2011 con l’accusa di manipolazione del mercato

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