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Standard & Poor’s: Bce verso riduzione quantitative easing

Secondo gli analisti di Standard & Poor’s, la Bce porterà il ritmo degli acquisti a 40 miliardi di bond al mese

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Secondo gli analisti di Standard & Poor’s, la Bce porterà il ritmo degli acquisti a 40 miliardi di bond al mese

La Bce ridurrà l’acquisto di titoli di asset pubblici e privati (quantitative easing). Lo scorso mese di dicembre 2016, Mario Draghi aveva esteso il quantitative easing fino a dicembre 2017, ma allo stesso tempo aveva ridotto da 80 a 60 miliardi di euro al mese il ritmo degli acquisti.

 

Ora, di fronte agli incoraggianti dati macroeconomici europei che lasciano intravvedere una ripresa dell’economia e dell’inflazione, la Bce potrebbe abbassare ancora l’asticella anticipando quella che potrebbe essere la prossima decisione di alzare i tassi sui depositi (ora a -0,40%), preludio a un tapering per il 2018. Anche perchè sono già stati acquistati più di 1.500 miliardi di titoli e la disponibilità sull’euromercato potrebbe iniziare a scarseggiare. A parte la Fed, oltre oceano, anche la Banca centrale giapponese, nelle prossime operazioni di acquisti di titoli di Stato di aprile, ha detto che ridurrà il range target di bond con scadenza tra uno e tre anni da comprare in ogni singola operazione a 200-300 miliardi di yen da 300-400 miliardi di yen. stesso discorso per gli acquisti di titoli da tre a cinque anni che passeranno da 350-450 miliardi di yen a 300-400 miliardi di yen.

 

Bce ridurrà a 40 miliardi al mese il quantitative easing

 

L’agenzia di rating Standard & Poor’s si aspetta che la Bce «estenderà il suo programma di quantitative easing al 2018, ma inizierà a ridurre il volume degli acquisti di asset a 40 miliardi di euro al mese nella seconda metà di quest’anno». È quanto afferma S&P in una nota dedicata alle prospettive economiche dell’Eurozona. «La ripresa nell’Eurozona si sta dimostrando molto resiliente e prevediamo che la maggior parte dei paesi ridurrà il proprio ‘gap di produzione’ (cioè il livello di produzione che un’economia può raggiungere senza produrre inflazione, ndr) nei prossimi tre anni», si legge nell’analisi.

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