Stabilizzazione per Btp, oggi asta riacquisto Tesoro

Lo spread riparte da quota 271 bp. Oggi il Mef condurrà un'asta su alcuni titoli di stato a breve termine

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo spread riparte da quota 271 bp. Oggi il Mef condurrà un'asta su alcuni titoli di stato a breve termine

Lo spread Btp/Bund, dopo una contrazione di quasi 40 punti in tre sedute, ha consolidato le posizioni, nonostante il cambio di benchmark al titolo in scadenza a dicembre 2028, che ha un rendimento piú alto. Il differenziale ha chiuso a 271 punti base, in lieve allargamento.

Il mercato è in una fase “di stabilizzazione dopo l’ottima performance dei giorni scorsi e in questo percorso rientrano anche prese di profitto” di chi ha guadagnato nelle ultime sedute, commenta uno strategist di Ig. La volatilitá potrebbe rimanere sul mercato, dato che gli investitori “stanno speculando su parole e dichiarazioni, e non su fatti e numeri”, continua lo strategist, secondo cui i Btp, fino alla pubblicazione del Def, “rimarranno suscettibili e saranno guidati dalle dichiarazioni dei politici”, in un senso e nell’altro. Secondo l’esperto, sono da monitorare in particolare le parole di Luigi Di Maio e Matteo Salvini “che hanno dimostrato di essere in grado di guidare il mercato con le loro dichiarazioni”.

Oggi alle 11h00 il Ministero del Tesoro italiano condurrá un’asta di riacquisto su alcuni titoli di Stato, utilizzando “le eccedenze di cassa presenti sul ‘Conto disponibilita detenuto dal Tesoro presso la Banca d’Italia”. Oggetto dell’offerta del Mef saranno il BTPei in scadenza nel settembre 2019 e tre linee di CCTeu, al dicembre 2020, e al giugno e dicembre 2022. Il ministero non ha stabilito un target di riacquisto, ma secondo gli strategist di Unicredit l’azione “aiuterá a stabilizzare ulteriormente la curva dei tassi sui Btp”.

L’andamento positivo del mercato italiano condiziona anche gli altri bond sovrani europei. Il rally dei Btp ha fatto anche salire leggermente i tassi dei Bund tedeschi, dato che si è ridotto l’appetito per gli asset considerati beni rifugio. “Insieme alle emissioni in crescita, i rendimenti potrebbero subire una pressione al rialzo, ma quota 0,4% potrebbe confermare la sua funzione di barriera”, commenta Michael Leister, strategist sui tassi di Commerzbank.

Ieri Francia e Spagna hanno entrambe realizzato collocamenti significativi. L’agenzia del Tesoro francese ha collocato un totale di 8,5 miliardi di euro di Oat su quattro linee con scadenza nel 2028, 2031, 2034 e 2066. Il target prefissato era tra 7,5 e 8,5 mld. La Spagna ha invece collocato 4,92 miliardi di euro di Bonos su tre linee al 2023, al 2028 e al 2048 e di Bonosei al 2021. I target prefissati erano tra 4 e 5 mld per i tre Bonos e tra 250 mln e 750 mln per il titolo indicizzato all’inflazione.

L’asta di Oat francesi di ieri ha avuto “un discreto risultato”, commenta Cyril Regnat, rates strategist di Natixis, secondo cui la domanda è stata “buona sul tratto decennale e le emissioni si sono comportate bene dopo l’asta, sul secondario”. L’esperto sostiene che “la performance deludente dei titoli francesi rispetto a quelli tedeschi nelle scorse settimane probabilmente spiega questa domanda discreta”. Regant sottolinea anche che diversi investitori potrebbero avere deciso di fare offerte per beneficiare della distensione politica sull’Italia indirettamente, ma con una minore esposizione al rischio.

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Argomenti: Btp