Spread torna sotto 290 pb, mercato pensa già a Bce

Occhi puntati sulla riunione della Bce questa settimana. Spread in contrazione, ma la volatilità sui mercati resta alta

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Occhi puntati sulla riunione della Bce questa settimana. Spread in contrazione, ma la volatilità sui mercati resta alta

Il mercato obbligazionario europeo ha vissuto oggi una giornata senza grande volatilità. Gli investitori, in una seduta che non ha visto evoluzioni significative nelle tensioni politiche su Brexit o sull’Italia, stanno giá iniziando a guardare alla riunione della Bce del prossimo giovedì 13 dicembre.

“La nuova strategia di reinvestimento potrebbe essere la parte piú interessante del meeting programmato dalla Bce per il prossimo giovedì, riguardo l’annuncio formale in merito alla fine degli acquisti di asset del Qe” affermano gli analisti di Danske Bank.

Gli economisti, in linea con il consenso di mercato, si aspettano la fine del Qe, ma data la “politica di attenzione e prudenza” perseguita dalla Bce, l’Eurotower assumerá un “atteggiamento di stretta accomodante” per adattarsi alla narrativa della Bce degli ultimi tempi. Gli economisti di Danske si aspettano che il presidente della Banca centrale, Mario Draghi, esprima le sue preoccupazioni riguardo l’outlook di crescita, ma mantenendo comunque una valutazione dei rischi ampiamente bilanciata.

L’Eurotower “dovrebbe confermare la sospensione degli acquisti di asset del Qe a fine 2018, come annunciato in precedenza, nonostante la debolezza dell’economia”. Lo sostiene Michael Schubert, economista di Commerzbank, secondo cui l’Istituto di Francoforte dovrebbe anche “annunciare dettagli della sua politica di reinvestimento”. Gli esperti della banca tedesca tuttavia non si aspettano l’annuncio “di nuove misure, come nuove Tltro, o cambiamenti alla forward guidance sui tassi”.

Mercato guarda a board Bce, attesa conferma fine Qe

Le persistenti incertezze su Italia e Regno Unito, sul rallentamento economico europeo potrebbero invece portare a un rinvio del primo aumento del tasso di deposito della Banca centrale europea a dicembre del prossimo anno, puntualizzano Nordine Naam e Celine Clari, strategist dei mercati emergenti e del valutario di Natixis.

Lo spread Btp/Bund, dopo essere tornato sopra quota 290 punti base, ha chiuso di nuovo sotto tale livello, in contrazione a 287 pb. Il riallargamento del differenziale visto ieri “è dovuto a diversi fattori”, spiegano gli strategist di Unicredit, sottolineando come tra questi ci sia “in primo luogo, il mood negativo del mercato”, insieme “al livello di incertezza ancora elevato sull’esito della discussione con l’Europa sulla manovra finanziaria”.

Infine, aggiungono gli esperti, “aumentano ancora i timori sul rallentamento della crescita italiana, rafforzati dalla decisione di Fitch di tagliare le stime sulla crescita economica italiana”.

“Gli sviluppi politici saranno, a breve termine, un importante fattore nel determinare la prestazione dei Btp”, spiegano gli strategist di Unicredit, secondo cui questo è vero “in particolare dopo le indiscrezioni contrastanti sul futuro del ministro Tria, che potrebbero contribuire ad aumentare la volatilitá”. Gli esperti sottolineano come ieri l’operazione di concambio del Ministero del Tesoro, “ha contribuito a mettere sotto pressione la parte a breve scadenza della curva dei tassi”, che pur avendo registrato ieri un aumento significativo dei rendimenti, “vede ancora i tassi nei pressi della parte bassa della fascia di trading delle ultime settimane”.

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