Spread torna sotto 200 pb, Pmi eurozona ottimi

Torna a scendere lo spread fra Btp e Bund dopo la pubblicazione dei Pmi in Europa. Attesa per le elezioni francesi, la Bce riduce il ritmo di acquisti di bond

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Torna a scendere lo spread fra Btp e Bund dopo la pubblicazione dei Pmi in Europa. Attesa per le elezioni francesi, la Bce riduce il ritmo di acquisti di bond

Lo spread Btp/Bund è tornato sotto 200 punti base e tratta ora a 196,6 pb rispetto ai 200,8 della chiusura di ieri. Dal fronte macroeconomico sono arrivate buone notizie. L’indice Pmi composito dell’Eurozona definitivo di marzo, elaborato da Markit, si è attestato a 56,4 punti, oltre i 56 di febbraio ma al di sotto del preliminare e del consenso a quota 56,7. Il dato è comunque sui massimi da 71 mesi. L’indice relativo al settore dei servizi è inoltre risultato pari a 56 punti, oltre i 55,5 del mese precedente ma al di sotto dei 56,5 del preliminare e del consenso.

 

Trepida attesa per le elezioni in Francia

 

Pochi spunti sono invece arrivati dal dibattito televisivo di ieri sera tra gli 11 candidati alla poltrona dell’Eliseo che è stato piuttosto fiacco e non ha riservato grosse sorprese. Secondo gli strategist di Unicredit il piú convincente è stato Jean-Luc Melenchon, che è stato il piú aggressivo e che ha attaccato Francois Fillon e Marine Le Pen sia sugli affari personali che sulle questioni politiche. Anche in base a un sondaggio di Elabe su un campione di 1.024 telespettatori, Jean -Luc Melencon e Emmanuel Macron sono risultati i piú convincenti. Degli 11 candidati che hanno preso parte al dibattito, Melenchon ha avuto la meglio per il 25% dei francesi. Dopo di lui Macron (21%). Piú staccati Francois Fillon (15%) e Marine Le Pen (11%).

 

Bce riduce acquisti bond di 20 miliardi al mese

 

Nel frattempo, sul fronte della politica monetaria, è ancora da chiarire come, a partire da questo mese, la Banca centrale europea gestirá la riduzione di 20 miliardi di euro del ritmo degli acquisti di asset mensili. Tuttavia, per gli analisti di Deutsche Bank, una cosa è certa: se la riduzione dovesse ricade proprio sul programma di acquisto di bond governativi, l’Istituto di Francoforte rischierebbe di mandare un “segnale sbagliato” alle obbligazioni periferiche e ai bond semi-core, ovvero quelli delle economie della zona euro, come la Francia e il Belgio, che sono piú forti dei Paesi periferici, ma non solide come la Germania

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