Spread su montagne russe, scetticismo su revisione deficit

Lo spread Btp/Bund, dopo aver aperto attorno ai 290 punti, è tornato su quota 300 pb per poi ripiegare nuovamente a 294 pb

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo spread Btp/Bund, dopo aver aperto attorno ai 290 punti, è tornato su quota 300 pb per poi ripiegare nuovamente a 294 pb

I titoli di Stato italiani continuano a rimanere interessati da una volatilitá estrema. Lo spread Btp/Bund, sul tratto decennale, dopo aver aperto in contrazione attorno ai 290 punti base, è repentinamente tornato su quota 300 pb per poi ripiegare nuovamente a 294 pb circa. Il tutto nello spazio di poche decine di minuti. “La tensione è molto forte, da un lato gli investitori non si fidano” delle ultime voci di stampa, “dall’altro qualche operatore spregiudicato le cavalca”, spiega un gestore.

Il riferimento è alle indiscrezioni di stampa riportate dai principali quotidiani italiani parlano di un possibile primo aggiustamento del deficit italiano per venire incontro alle critiche europee sarebbero alla base del movimento. L’ipotesi sarebbe stata vagliata durante il vertice di Palazzo Chigi di ieri sera. Il deficit dovrebbe essere ridotto al 2,2% nel 2020 e al 2% nel 2021.

“Il sentiment sui Btp è in leggero miglioramento”, spiegano gli strategist di Unicredit, che però avvertono come “la situazione resta fluida e l’umore del mercato potrebbe effettuare un’inversione completa da un momento all’altro, vista l’imprevedibilitá delle notizie” e delle dichiarazioni dei politici. Oggi, secondo quanto riferito dal vice-premier Luigi Di Maio, l’esecutivo dovrebbe pubblicare e poi presentare al Parlamento il Def. “Ogni smentita delle voci che circolano su una riduzione del deficit nel 2020-21 avrá un effetto negativo” sui titoli italiani, avvertono da Unicredit.

Anche se le voci sul presunto ritocco al deficit italiano venissero confermate, sul mercato resterebbe il dubbio sulla possibile reazione della Commissione Europea. “E’ difficile avere un’opinione forte sulla vicenda”, commenta Mohammed Kazmi di Ubp, secondo cui “la volatilitá si manterrá elevata finchè non avremo il responso di Bruxelles e il giudizio delle agenzie di rating, atteso per fine mese”.

Oltre alle tribolazioni del decennale, tuttavia, gli investitori sono alla ricerca di valore sulla curva italiana. Ubs Global Wealth Management ha aperto una posizione rialzista sui titoli di Stato italiani a due anni, innescata dall’aumento dei tassi di quasi 50 pb nelle ultime sedute. “Crediamo che il recente selloff sul tratto a breve scadenza fornisca un’opportunitá per comprare titoli a due anni italiani”, spiega Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management. I titoli biennali italiani scambiano con un tasso dell’1,39%.

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Argomenti: Btp