Spread stabile dopo Fed, tutto già scontato dai mercati

Stabile lo spread Btp/Bund a 133 bp. I commenti degli analisti dopo il rialzo dei tassi Fed

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Stabile lo spread Btp/Bund a 133 bp. I commenti degli analisti dopo il rialzo dei tassi Fed

Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 133,049 punti base rispetto ai 133,08 della chiusura di ieri, dopo la riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Il Fomc ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base come atteso. Le nuove proiezioni includono crescita piú alta, disoccupazione piú bassa e inflazione stabilmente al 2%. La modifica al sentiero dei tassi è contenuta, con l’aggiunta di un rialzo nel 2019 e un punto di arrivo nel piú lungo termine fra il 2,75% e il 3%. Il Fomc è piú convinto che l’obiettivo di inflazione al 2% possa essere raggiunto giá nel 2018 e mantenuto stabilmente nel biennio successivo.

I rischi sono valutati come circa bilanciati, ma lo spostamento delle opinioni delle colombe e dei centristi verso l’alto nel grafico a punti segnala piú rischi verso l’alto che verso il basso per lo scenario dei tassi nel 2018. L’inflazione nei prossimi mesi sará determinante per il numero di interventi“, commentano gli economisti di Intesa Sanpaolo.

Il nuovo presidente della Fed, Jerome Powell, continua sulla strada giá intrapresa dal suo predecessore. Quello di ieri è stato un rialzo molto ben segnalato, come ormai i mercati erano stati abituati ad attendersi“, aggiunge James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Standard Investments, puntualizzando però come “quello che troviamo davvero interessante sia che la Fed prevede da qui in avanti una serie di rialzi leggermente piú aggressivi e tassi di interesse piú elevati rispetto a quanto pianificato in precedenza. Evidentemente, l’effetto di lenta ma continua crescita della forte economia statunitense inizia a tradursi in una posizione piú rialzista della Fed“.

Powell “è risultato piú falco del previsto. Le previsioni di crescita economica sono state riviste al rialzo come ci si aspettava mentre l’inflazione non è ancora aumentata, e l’occupazione poggia su basi solide. Tutto questo, insieme agli stimoli fiscali, potrebbe portare la Fed a essere piú aggressiva nel 2019“, afferma invece Antoine Lesnè, head of Emea strategy and research di Spdr Etfs.

Dalla riunione del Fomc “sono emersi segnali positivi sulla crescita, ma non abbastanza aggressivi da esercitare pressioni significative sull’azionario o da fornire un trampolino di lancio per un rialzo dei rendimenti o permettere al dollaro di proseguire la recente fase di recupero“, commentano poi gli strategist di Unicredit, facendo notare che “il quadro emerso dal meeting – maggiore crescita, inflazione piú elevata (ma non troppo alta) e un appetito per una politica piú restrittiva in linea a quanto giá prezzato – è il migliore che i mercati avrebbero potuto sperare“.

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Argomenti: Btp

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